La Banca d’Italia si schiera con Matteo Renzi. A poche giorni dal referendum istituzionale del 4 dicembre, che deciderà le sorti politiche del governo e del premier, Palazzo Koch scende in campo a sostegno dell’esecutivo. La Legge di Bilancio ha “un’intonazione espansiva” e “diversi interventi previsti” sono “apprezzabili in quanto rivolti ad affrontare temi chiave per il Paese: la ripresa dell’accumulazione di capitale produttivo, il contrasto dell’evasione fiscale, la prevenzione del rischio sismico”. E’ quanto ha affermato il vice direttore della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, davanti alle Commissioni bilancio congiunte riunite alla Camera. “La ripresa è moderata; c’è ma stenta a rafforzarsi; l’incertezza delle prospettive economiche, anche a livello internazionale, frena gli investimenti“, continua. “I dati sul saldo e sulle entrate di cassa finora disponibili sono coerenti con la stima del Governo di una riduzione dell’indebitamento netto nel 2016 rispetto all’anno precedente”.
La manovra di bilancio nel 2017, sottolinea, “riducendo l’avanzo primario corretto per gli effetti del ciclo economico di oltre mezzo punto percentuale del pil rispetto al 2016, ha un’intonazione espansiva”. E ancora: “Il Governo prevede per il 2017 una crescita del Pil pari all’1%. Questo valore è superiore alle stime dei principali previsori oggi disponibili (che variano tra 0,5 e 0,9), ma non irraggiungibile, tenendo anche conto delle ripercussioni sull’attività economica dell’orientamento nettamente espansivo della politica di bilancio”. Con queste parole la Banca d’Italia prende di fatto una posizione netta a favore di Renzi invitando implicitamente a votare sì al referendum sulle modifiche della Costituzione. Palazzo Koch si aggiunge così alla Bce, alla Commissione Ue, all’Amministrazione Obama e al governo tedesco che si sono espressi, a vario titolo, a favore del sì. I mercati finanziari, dopo le Presidenziali Usa, attendono con ansia il referendum italiano. Ed è opinione diffusa che i mercati finanziari spingano per approvare le riforme e proseguire con il governo Renzi. L’uscita della Banca d’Italia è quindi perfettamente in linea.

