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Berlusconi, nel ritornare in gioco, ha già vinto

Berlusconi, nel ritornare in gioco, ha già vinto
Silvio berlusconi ape

La sera del 12 novembre 2011, quando Silvio Berlusconi salì al Quirinale per rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, c’era la pancia della folla ad attenderlo, la stessa, fatte le debite proporzioni, di Piazzale Loreto del 28 aprile 1945 e dell’Hotel Raphael del 30 aprile 1993. Quel giorno, al pari dei due casi precedenti, pensavo fosse giunta, finalmente (sottolineo finalmente), all’epilogo la storia politica del personaggio; invece mi sbagliavo. Non avevo considerato che, in un paese di nani, la scarsità della concorrenza fa apparire il meno basso come un gigante.

La gran parte degli italiani ha avuto piacere credere che la novità e l’anagrafe avrebbero permesso, sic et simpliciter, il cambio di passo; cosicché i maggiori partiti antagonisti, sotto l’assioma dominate “giovane è bello” hanno espresso i nuovi leader: Di Maio, Renzi e Salvini. Personaggi totalmente diversi fra loro (la mia modesta opinione è che il segretario Pd sia qualche gradino meno sotto) , avevano in comune il vissuto, esclusivo, di pane e politica (excusez-moi ! I Matteo vantano apparizioni alla “Ruota della fortuna” ed al “Pranzo è servito”), in difetto di quel minimo di gavetta necessario (e non sufficiente) a preparare chi aspira ad essere classe dirigente. A digiuno di esperienze lavorative, sconosciuti nelle pubblicazioni scientifiche, ignorati dal mondo accademico ed estranei all’universo dell’impresa e lavoro autonomo, da saccenti e presuntuosi quali hanno dimostrato di essere, non potevano fare altro che circondarsi di valletti, a condizione che fossero, anch’essi, nuovi ed inesperti.

Ma i vassallus sono funzionali al servizio della vita di corte, non certo quando viene il momento di imbracciare le armi per difendere le mura e gli ideali che essa preserva. Silvio Berlusconi, unico a potersi permettere un esercito di mercenari e scaltro come pochi nel saper cogliere ogni occasione per fare il proprio pro, potrebbe aver pronta la formula vincente: meglio del nuovo, c’è l’usato sicuro. Nel frattempo, riuscendo a ritornare in gioco ad 80 anni suonati ed a quasi ¼ di secolo dalla “discesa in campo”, ha già vinto.