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Politica
Retroscena/ I segreti del patto Renzi-Silvio. "Fermiano Grillo e..."


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

"Caro Silvio, usciamo di qua con un accordo. E cerchiamo un modo per contenere Grillo". "Caro Matteo, sono con te. Mi fido di te. Andiamo avanti". Affaritaliani.it è in grado di rivelare come sono andate veramente le cose nel faccia a faccia al Nazareno durato circa due ore e mezza tra il leader del Pd e il Cavaliere. Non solo. Ecco anche che cosa accadrà all'Italicum durante il percorso parlamentare. Renzi è entrato al vertice con l'intenzione di chiudere l'intesa. E così è stato. Ha posto come primo punto la tenuta del governo Letta. La prima cosa che il sindaco di Firenze ha chiesto a Berlusconi è stato di cancellare la richiesta di election day, ovvero di abbinare alle Europee le Politiche. Così come Giorgio Napolitano avrebbe suggerito al segretario democratico nell'ultimo summit al Quirinale.

In cambio di questa svolta degli azzurri - confermato dalle parole concilianti della 'pitonessa' Santanchè ad Affari ("è il tempo delle riforme e non del voto") - Renzi ha posto sul tavolo una serie di aperture nei confronti del Cav che, non a caso, hanno spaccato il Pd con le dimissioni di Cuperlo da presidente. Il primo punto è il no alle preferenze. Sulle liste bloccate non si torna indietro. Brunetta lo ha detto chiaramente, "altrimenti salta tutto". E anche un parlamentare Pd che sta seguendo il cammino dell'Italicum conferma a microfono spento che "le preferenze non ci saranno. Capitolo chiuso". L'altro punto sul quale il sindaco ha aperto a Berlusconi è la soglia al 35% e non al 38-40 (come chiede Scelta Civica) per far scattare il premio di maggioranza. In cambio dell'abbassamento dell'asticella, il leader di Forza Italia ha detto sì al doppio turno di coalizione nel caso in cui nessuno raggiunga questo sbarramento.

Le coalizioni sono il punto chiave dell'intesa. Renzi si sente forte nei sondaggi ma intende comunque chiudere un accordo elettorale con Sel. Berlusconi punta a salvare la Lega e a far resuscitare Alleanza Nazionale, oltre al patto elettorale con Alfano (mai messo in discussione). Così facendo il M5S potrebbe anche essere il primo partito (così non è stando ai sondaggi) ma difficilmente potrebbe mai superare le coalizioni di Centrodestra o Centrosinistra. Ma torniamo al Carroccio. Il "salva-Lega" è stato bocciato nel testo iniziale per permettere a Ncd di firmare la legge, ma - come assicurano gli azzurri - verrà ripresentato attraverso un emendamento. E il Pd non chiude affatto, proprio perché il comma pro-Carroccio fa parte dell'intesa siglata al Nazareno. E quindi ci sarà. In definitiva a nessuno conviene far saltare il banco.

Renzi lo ha promesso a Napolitano, nonostante le frizioni con Letta e la frattura interna al Pd. Berlusconi non vuole e non può permettersi di andare alle urne con la legge elettorale attuale, quella uscita dalla bocciatura della Corte del Porcellum, altrimenti con le preferenze non potrebbe nominare e quindi controllare deputati e senatori. Non solo. Con il proporzionale puro - è stato il ragionamento sia del Cav sia del sindaco - nessuno vincerebbe e rischieremmo di trovarci prima forza nel nuovo Parlamento il M5S di Grillo. E quindi avanti con le riforme. E con il patto del Nazareno...


 

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