“E’ un cammino, quello della riforma della politica, che in qualche modo resta affidato a noi, e che va ripreso: una transizione pluridecennale da portare finalmente a termine, possibilmente con l’impegno e il coinvolgimento di tutte le forze democratiche. E forse oggi ne abbiamo l’opportunita’”. Lo afferma il Segretario nazionale del partito democratico Pier Luigi Bersani in un articolo scritto per l’Unita’ a 25 anni dalla morte di Roberto Ruffilli, ucciso il 16 febbraio del 1988 dalle Brigate Rosse”
“Ricordare Roberto Ruffilli, non solo il suo sacrificio ma il suo servizio come intellettuale e come politico – scrive il leader del Pd – significa rendere omaggio a uno di quei cattolici che nei decenni della Repubblica hanno custodito la Costituzione e le istituzioni dello Stato. Una lunga fedelta’ alle idee dei padri che non diventava mai, pero’, conservazione. Fu lucidissimo a vedere per primo la crisi e l’affanno della prima Repubblica. Propose e provo’ ad attuare una via d’uscita – quella di rendere il “cittadino arbitro” delle decisioni che riguardavano il governo – che doveva servire nelle sue intenzioni a ricucire il rapporto che iniziava a logorarsi tra partiti e societa’”. Per il leader del Pd, “La via d’uscita che indicava e’ precisamente l’opposto delle scorciatoie antipolitiche e antipartitiche. Ruffilli credeva nella democrazia rappresentativa, e credeva nel ruolo dei partiti. Per questo lancio’ per primo un’altra battaglia che abbiamo a cuore, purtroppo ancora oggi tutta da combattere: quella per dare all’Italia una legge sul funzionamento democratico dei partiti, in attuazione dell’articolo 49 della Costituzione. I partiti come istituzioni della democrazia, la riforma dei partiti come premessa per istituzioni piu’ efficienti e moderne”. Per Ruffilli, scrive Bersani, “la politica non era difesa o rivendicazione di diritti individuali, ma costruzione della comunita’. Sono passati venticinque anni da quando la sua riflessione fu interrotta da un nemico che immaginavamo gia’ sconfitto e che tornava, come in un incubo, a individuare lucidamente il cuore delle possibilita’ di cambiamento del nostro paese. Anche per questo abbiamo perso tanto tempo, e abbiamo visto aggravarsi tanti problemi”.
