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Le larghe intese sono sempre più lontane. Il segretario del Pd: "Diremo no al governissimo, non risolve nulla". Il Cavaliere: "Senza l'accordo Pd-Pdl si torna a votare. Sarò io il candidato premier e vinceremo come nel '94". La distanza tra centrodestra e centrosinistra aumenta. Nel Partito Democratico guerra intestina tra bersaniani e renziani. Nessun accordo nemmeno sul candidato al Quirinale. Prodi si tira indietro. E allora si fa sempre più strada l'ipotesi delle elezioni prima dell'estate. Non a giugno, come richiesto da Berlusconi ma, rispettando i tempi tecnici, a luglio...

BERSANI: "NO AL GOVERNISSIMO" - Il tema governo e il tema Quirinale sono separati, sono "due mestieri diversi", ha spiegato Bersani. E su entrambi non ha cambiato linea. "Cerchiamo di ragionare perche' non vogliamo il governissimo. E perche' Berlusconi fa schifo? Non e' questo. La gente puo' anche dire 'ho capito che Berlusconi fa schifo ma qui abbiamo dei problemi'", ha ammesso, ma il fatto e' che "il governissimo non e' la risposta ai problemi". Come si fa, ha chiesto, "a pensare credibilmente che io Brunetta e Gasparri riusciamo a fare una politica che non sia paralizzata. Abbiamo gia' visto il governo Monti, figuriamoci nella versione politica. Poi la mattina mi parlano di governissimo e il pomeriggio mi danno del golpista...". Dunque "non cedo a Berlusconi", ha promesso rispondendo a una persona dal pubblico. Chiusa dunque questa strada. E archiviata anche la richiesta di uno scambio con il Quirinale. "Il Pdl ha detto no" a far nascere un governo, "ma a un certo punto ha detto si' purche' potesse indicare il presidente della Repubblica. Allora ho detto no io", ha rivendicato. Ora che manca meno di una settimana e' arrivato il momento di stringere. Lunedi' i capogruppo del Pd vedranno gli omologhi del Movimento 5 Stelle e partira' un secondo giro con Scelta Civica e Pdl. Un nuovo incontro Bersani-Berlusconi ancora non e' in agenda, ma al momento e' dato per probabile tra martedi' e mercoledi'.

BERLUSCONI: "ALLORA VOTO A GIUGNO" - "O c'è subito un governo forte e stabile per l'Italia o è meglio ridare subito la parola agli italiani votando a giugno". Lo ha detto Silvio Berlusconi da Bari. E poi: "Come nel '94 quando scesi in campo contro il comunismo, allora vincemmo e dobbiamo vincere anche questa volta. E' difficile non commuoversi, la responsabilità che mi date è così impegnativa da far tremare le gambe". "Continuano a chiderci - sottolinea Berlusconi - di regalare a loro i nostri voti, cioè il consenso di 10 milioni di italiani per fare un governo da soli, in perfetta solitudine, senza la nostra partecipazione. Ci hanno fatto perdere 50 giorni, Bersani si è messo a fare la sua esplorazione e poi ci ha detto, come stamattina, che vuole i nostri voti ma non gli va bene fare un governo con noi. E allora caro Bersani siamo assennati, siamo bravi ma non abbiamo l'anello al naso".

GRILLO: "VOGLIONO DISINNESCARCI" - In questa legislatura e' arrivata una variabile non prevista: il MoVimento 5 Stelle, che vuole riportare il Parlamento, e quindi il popolo italiano, alla sua centralita'. Il M5S va quindi disinnescato". Lo scrive sul suo blog, Beppe Grillo. "Per disinnescare il M5S - sostiene - le commissioni saranno istituite DOPO l'elezione del presidente della Repubblica, DOPO il nuovo ciclo di consultazioni, DOPO la fiducia al nuovo governo, quindi, ottimisticamente a luglio PRIMA della chiusura di Camera e Senato per ferie. Poi, extrema ratio, per sicurezza, si potrebbero sciogliere le Camere e andare a nuove elezioni senza aver avviato alcuna riforma".

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