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Politica

C'è chi, con una punta di sadismo, assiste con diletto agli esercizi pericolosi - il trapezio nel circo o il tuffo in mare da una roccia altissima - e chi invece in questi casi soffre. L'uomo proiettile resisterà all'accelerazione? Atterrerà nel posto previsto, senza farsi male? Si ha un bel sapere che tutto dovrebbe essere ben organizzato - se no che spettacolo sarebbe? - ma si sa anche che ogni tanto il domatore è mangiato dalla tigre e che il lanciatore di coltelli una volta o l'altra potrebbe anche sbagliare la mira. Chi non ha nemmeno un filino di sadismo finisce col non divertirsi, quando vede qualcuno rischiare. Anche se lo fa per pura stupidità. Perché è vero che quell'incosciente una bella lezione se la merita, ma se poi la lezione fosse quella di passare il resto della vita su una sedia a rotelle?
A tutto questo si pensa vedendo Pier Luigi Bersani che si dà da fare per sondare questo e quello e vedere se può formare un governo. Anzi no, formare un governo è il meno: ottenere la fiducia in Senato. È su questo punto che almanaccano tutti i commentatori, magari ipotizzando sostegni disinteressati del Pdl. Per puro amor di patria, naturalmente, e mentre si deterge la saliva che gli ha lasciato sulla faccia l'ultimo sputo.
Ogni previsione sensata, sulla base di ciò che si sa, fa pensare che il segretario del Pd stia correndo per andare a schiantarsi. Uno lo vede come uno stuntman in automobile - casco in testa, occhiali Rayban, cinture di sicurezza da paracadutista e sorriso sprezzante - che si lancia a cento all'ora contro un muro di cemento largo un metro. È uno stuntman, dovrebbe sapere quello che fa. Se fossimo un filino sadici ci godremmo anzi il piccolo brivido nella schiena. Ma se quella automobile andrà veramente a cento all'ora, se veramente quello è un muro di cemento, allora no, non ci sarà da divertirsi. Perché con queste premesse le probabilità di sopravvivenza corrispondono a quelle che si hanno sparandosi una raffica di kalashnikov in un occhio.
E allora - anche per pietà per il pover'uomo - uno si mette a fantasticare. Vuoi vedere che quel muro è di cartapesta e l'automobile sbucherà dall'altra parte, praticamente senza rallentare, e Pier Luigi ci farà ciao ciao con la manina? Vuoi vedere che l'auto ha il seggiolino eiettabile, come i jet da caccia, e Bersani sarà sparato in aria, dieci metri prima del muro, scendendo col paracadute dall'altra parte, mentre l'auto sarà ridotta ad un rottame in fiamme?
Ma, se le premesse sono quelle che ci dicono, non ci sono speranze. E allora perché il malcapitato continua a correre? Vuole la certificazione che veramente il Movimento 5 Stelle non gli voterà la fiducia? E che se ne fa, della certificazione, l'appende al muro accanto alla laurea? O è che, eroico kamikaze, sta cercando il suicidio politico personale per aprire la strada a chi, dopo di lui, si arrenderà alla Tavola Pitagorica e andrà ad allearsi con Berlusconi?
Forse è stupido trepidare per lui. Dopo tutto, non gliel'ha ordinato il medico di tentare questa impresa. E non gliel'ha ordinato il medico di trattare a pesci in faccia, un giorno sì e l'altro pure, chi avrebbe potuto salvarlo. E comunque non possiamo aiutarlo. Ormai non ci rimane che aspettare tre o quattro giorni per sapere se il muro era di cartapesta.
Che è ciò che speriamo, in fondo. Se uno non è un sadico non può farci nulla.

Gianni Pardo, pardonuovo.myblog.it
 

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bersani
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