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Politica
Calenda: "Lascio l'alleanza con il Pd". Le reazioni dei politici e dei social
Carlo Calenda (Lapresse)

Calenda dà l'addio al Pd e all'alleanza con Letta

"Il mio incontro con Letta si è basato principalmente sulla possibilità di evitare scelte inquietanti. Oggi mi trovo a fianco delle persone che hanno votato 54 volte la sfiducia a Draghi e persone che hanno demolito tutto il lavoro che è stato fatto, compreso il mio al Mise. L''Italia ha bisogno di un grande partito socialdemocratico e liberale. Allora ho fatto un negoziato con Enrico Letta, ho detto, 'cerchiamo di costruire una alternativa di governo, in fondo siamo simili, abbiamo la credibilità, facciamo un'Italia che non promette ma realizza". Così Carlo Calenda in diretta a "Mezz'ora in più" su Rai Tre con Lucia Annunziata.

"Due giorni fa sono andato da Enrico Letta e gli ho detto che avrei rinunciato i collegi, in cui io avrei tenuto il 10% e il restante 90 a lui. È come se la sinistra avesse sempre paura di non trovare se stessa. Non c'è dentro serietà e onore a fare politica così. Ho comunicato ai vertici del Pd che non intendo andare avanti con questa alleanza pochi minuti prima di entrare in trasmissione. Questa coalizione è fatta per perdere. La reazione è di grande dispiacere, anche da parte mia, forse sono stato ingenuo. Non credo che ci sia più la possibilità di raccontare un'alleanza come la nostra, Letta lo sapeva benissimo che cosa sarebbe successo". 

"È la decisione più sofferta - ha aggiunto - che ho preso da quando ho cominciato a fare politico. Ed è questo l'elemento che mi fa decidere, ho deciso di fare politica nel 2018 quando il Pd prese il minimo storico, e l'ho fatto per contrastare il populismo becero, pensavo che il Pd fosse l'unico argine, poi il Pd ha preso una strada differente. Questa legislatura ha visto tutto il contrario di tutto, e due sono stati i punti di rottura, l'incapacità di trovare un nome diverso a Mattarella e l'ingnominia internazionale della caduta di Draghi".

"Renzi non l'ho sentito" ha detto Calenda. "Ci parlerò? Certo, ma terrò un tasso di idealità molto forte - ha aggiunto - Di certo ho ricevuto negli ultimi due giorni una quantità di contumelie dai renziani come mai nella mia vita".

Botta e risposta Calenda-Letta

"Ho ascoltato Carlo Calenda. Mi pare da tutto quel che ha detto che l’unico alleato possibile per Calenda sia Calenda. Noi andiamo avanti nell’interesse dell’Italia". Questo il commento su Twitter del segretario Pd Enrico Letta alle parole del leader di Azione.

"No Enrico. In verità eri tu. Buon viaggio e grazie comunque per la disponibilità a discutere", scrive su Twitter il leader di Azione Carlo Calenda, replicando al tweet di Enrico Letta. "Mi scuso con gli italiani per aver tenuto appeso il paese su una cosa che in fondo è molto piccola ma per noi è molto grande" ha aggiunto. 

Al di là del botta e risposta, l'unica speranza per Letta è riaprire il dialogo con Giuseppe Conte, con il possibile "patto della frisella". Altrimenti il leader del Pd rischia una scoppola senza precedenti. Gli ultimi sondaggi danno infatti la coalizione del centrodestra accreditata anche di oltre 260 voti se il Pd corresse da solo. 

Il PD: "Calenda inaffidabile"

"Oggi Calenda ha stracciato un patto che insieme a +Europa aveva firmato col Pd e che diceva chiaramente che il Pd avrebbe fatto altri accordi per dare più forza ad un’alleanza larga che consenta di battere la destra. Andiamo avanti, da domani coi nostri alleati, parleremo dell’Italia e delle proposte per affermare i diritti sociali, civili e la transizione ecologica. Cosa farà Calenda non lo sappiamo ma per noi la credibilità, la coerenza e la responsabilità sono un patrimonio fondamentale per una buona politica e a lui non è rimasto nulla di tutto ciò dopo oggi”. Così su Facebook il vicepresidente dei senatori del Pd Franco Mirabelli.

Non c’è spazio per terzi poli, Calenda fa un regalo alla destra di Meloni, Salvini e Berlusconi. Ma basta parlarne, la sua sceneggiata è durata anche troppo. La partita è iniziata, il Pd è in campo. Parliamo alle persone, per uscire da questa crisi con un'Italia più giusta". Così su Twitter il vicesegretario del Partito Democratico, Peppe Provenzano.
 

Conte: "Letta offra pure i seggi a Di Maio e Tabacci"

"In molti in queste ore mi chiedono cosa ne sarà del 'campo largo' di Letta dopo il broncio di Calenda, le voraci pretese di posti sicuri di Tabacci e Di Maio, i veti incrociati e le repentine giravolte. Non spetta a me la risposta. Per parte mia posso solo dire che questo disastro politico mi sembra lontano anni luce dal progetto riformistico realizzato durante il Conte II". Così commenta su Facebook Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle.

"Sono ormai settimane - scrive l'ex premier - che sentiamo parlare di cartelli elettorali e di ripartizioni di posti. Sentiamo invocare 'un'agenda Draghi' sperando che l'interessato si degni di scriverla e di un 'metodo Draghi', confidando forse che anche in futuro ci sia un governo che decida senza confronto politico, limitando i passaggi in Parlamento". "L'unico accenno a un programma di governo che il Pd ha fatto è quando ha concordato con Calenda di rivedere il Reddito di cittadinanza e il Superbonus o quando ha scelto di abbracciare personalità come la Gelmini, artefice dei tagli alla scuola. La 'santa alleanza repubblicana' messa su per contrastare Meloni - rimarca il presidente del M5S - ora si indebolisce e perde pezzi".

Le reazioni del centrodestra

"Nuovo colpo di scena nella telenovela del centrosinistra. Calenda ci ha ripensato e non si sposa più con Letta, forse scappa con Renzi. Letta mollato sull'altare pensa ora al suo vecchio amore, mai dimenticato, Conte. Il gran finale di stagione tra 7 giorni, quando scadrà il termine per la presentazione delle alleanze. Nel frattempo, nel mondo reale famiglie e imprese lottano contro crisi economica e caro vita". Così scrive su Facebook la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Evidentemente Letta pensava di giocare alle figurine Panini mentre provava a riempire un’alleanza contro natura sulla base del programma elettorale 'più siamo più freniamo il centrodestra'. Ha fallito miseramente smascherando il tentativo di nascondere sotto l’Agenda Draghi un’accozzaglia priva di senso. Ora tutto è più chiaro: il Pd scelto i compagni che gli spettano, a sinistra che più sinistra non si può, ammiccando al Movimento 5 Stelle di Conte, che rientra, non dimentichiamolo, nelle intenzioni di Letta e compagni fin dal principio”. Così, in una nota, la vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli.

Le reazioni degli italiani

Sembrava una placida domenica di agosto, ma sui social infuria la polemica. L'hashtag "#Calenda" è trend topic su Twitter. 

 

 

 

 

 

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