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Politica
Caos immigrati, nel governo la fronda di Salvini. Gongola il Pd

Caos immigrati, svolta Meloni: “Blocchi navali e rimpatri”

La bomba immigrati esplode. Nel governo la fronda di Salvini, che non esclude l’utilizzo della Marina militare, riporta la premier Meloni sulla linea dura annunciando: “Blocchi navali, detenzioni e rimpatri”. Dalla Ue, i soliti bla-bla, con l’Italia abbandonata a sé stessa. Gongola il Pd, che usa il caos migranti contro l’esecutivo di centrodestra. Bisogna chiamare le cose per nome. Le partenze dalla Tunisia e dalla Libia non si arrestano, nonostante gli accordi. Le ondate di immigrati irregolari che nelle ultime settimane e negli ultimi giorni stanno arrivando in Italia, sono fuori controllo, rappresentano i prodromi di una invasione.

I numeri, già di per sé drammatici non sono in grado da soli di rendere chiaro dove questa situazione può sfociare: 125.928 sbarcati in 8 mesi e mezzo, dall’inizio dell’anno al 14 settembre, il doppio rispetto al 2022 e il triplo in confronto al 2021, solo nel 2016 ne arrivarono di più: 181.436, ma in 12 mesi. In Italia sono entrati due terzi di tutti gli emigranti irregolari giunti via mare. Di questo passo, a fine 2023, gli arrivi in Italia saranno più della metà di tutti gli emigranti giunti alle frontiere dell’Unione Europea. Un rapporto dei servizi segreti indicherebbe tra i 700 mila (come gli abitanti di Palermo) e i 900 mila (più di Torino e poco meno di Napoli) sbarchi entro la fine del 2023 anche se tali numeri pare riguardino gli stranieri presenti oggi in Libia che, comunque, non sono lì per fare i turisti ma per cercare in tutti i modi di partire per l’Italia.

Insomma, tutti, o quasi, puntano sulla penisola “tricolore”. Questo perché la rotta del Mediterraneo centrale da Libia e Tunisia è più breve e più sicura e costa meno. E perché, soprattutto, l’Italia offre ai migranti (di fatto sono tutti o quasi tutti irregolari e i richiedenti asilo provenienti da paesi in guerra o perseguitati sono eccezioni) più garanzie nell’accoglienza, intanto come “ospiti” ben trattati e a spese degli italiani facendo passare settimane e mesi prima di decidere sulle richieste di asilo. Anche i sindaci si lamentano della distribuzione migranti sui territori. La regione con più alta densità di “persone in accoglienza” è la Lombardia, con 16.814 persone (il 18% del totale di immigrati giunti in Italia) seguita da Emilia Romagna, Sicilia e Piemonte.

Ci sono ovunque problemi di ogni tipo, anche sulla sicurezza.  Di fatto, ognuno fa quel che vuole e alla fine chi viene rispedito a casa è un’eccezione. Di questo passo si rischia di arrivare a una implosione del Paese. Ci sono forze politiche e sociali che tendono a questo per far saltare il governo Meloni che addirittura punta il dito contro l’agenzia Wagner accusata di sostenere le partenze dalla Libia, parte di una strategia di “guerra ibrida” contro le posizioni atlantiste dell’Italia impegnata a sostenere anche militarmente l’Ucraina nella guerra con la Russia. L’attacco del Pd e delle opposizioni contro il governo Meloni incentrato sul caos immigrati fa presa anche in parte nell’elettorato di FdI e del centrodestra, delusi per quel che sta accadendo.

Al Pd e alle opposizioni non pare il vero che sia proprio uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale della Meloni, l’immigrazione clandestina, a tenere il suo governo sui carboni ardenti. Il capodelegazione di FdI al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, ha accusato gli esponenti della sinistra di fare pressioni su Ursula von der Leyen perché non dia seguito al patto stretto con la Tunisia, in modo che il caos proceda. Al di là delle chiacchiere, nell’Unione ognuno procede per la propria strada seguendo i propri interessi, personali, di gruppo, di partito specie in vista delle prossime elezioni. Se davvero Giorgia Meloni crede che sarà la Ue ad aiutare l’Italia per contrastare l’immigrazione clandestina, presto, a cominciare dal voto delle europee del 6-9 giugno 2024, ne pagherà le conseguenze. Dopo gli annunci in campagna elettorale di “guerra aperta” ai migranti Meloni premier era tornata sul binario di quanto fatto prima dal governo Renzi (2016-2018) e dal governo Gentiloni (2016-2018). Va anche ricordato che l’attuale Ministro dell’Interno Piantedosi era capo gabinetto del Ministero sia sotto Salvini (giugno 2018-agosto 2019), sia sotto Lamorgese (settembre 2019-agosto 2020). Con queste ondate di sbarchi irregolari sarà davvero difficile per il governo Meloni confermare l’annuncio di essere pronto ad accogliere legalmente 500 mila lavoratori extracomunitari nel prossimo biennio.

C’è poi la questione interna al Governo, con la Lega “double face”: sostenendo l’esecutivo ma di fatto lasciando a Meloni il cerino in mano sulla “bomba” migranti grazie alla quale Salvini è certo di poter riprendere a Fratelli d’Italia parte di quell’elettorato sottratto alla Lega negli ultimi due anni. Non è vero che di questo passo non succederà niente in Italia, non solo sul piano economico perché mantenere tanta gente costa ma anche sul piano sociale e istituzionale, anche perché altri Paesi come la Francia e la Germania non hanno nessuna intenzione di aprire le porte ai migranti e perché la Ue non va oltre i soliti slogan e anche peggio. Sì, peggio. Continuare a dire che gli immigrati che arrivano sulle coste italiane non restano in Italia ma vanno in altri Paesi europei è quanto meno un azzardo.

L’Europa unita è quella vista l’altro giorno: mentre Lampedusa era travolta dagli sbarchi (in un solo giorno un numero di clandestini pari a quello dell’intera popolazione residente sull’isola) il Governo francese, volendo bloccare il transito di migranti dal Sud, ordinava di blindare con le armi il confine con l’Italia tra Mentone e Ventimiglia. Al contempo il Governo tedesco annunciava di voler sospendere i trasferimenti, previsti dalla Convenzione di Dublino, in corso dal nostro Paese verso la Germania. Che fare? Serve realismo. L’Italia è un granello, occupa la 1.600° parte delle Terre emerse, la 33° parte della superficie europea. La soluzione, per evitare morti in mare ed evitare di far entrare tutti nel Belpaese mandandolo in tilt è una sola: trattenere i migranti a casa loro. I mezzi ci sono.

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