Lo scontro e il divorzio tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte rischiano di produrre ripercussioni anche sulle prossime elezioni amministrative di ottobre. Due città chiave chiamate al voto in ottobre, Roma e Napoli, potrebbero vedere la vittoria del Centrodestra (seppur litigioso) grazie non ai meriti di Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi quando a causa dei veti incrociati tra quel che resta del Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico.
Nella Capitale la grillina Virginia Raggi, sindaca uscente, potrebbe perdere l’appoggio decisivo di Conte (che non l’ha mai appoggiata fino in fondo) favorendo così al primo turno Roberto Gualtieri, ex ministro dell’Economia proprio di Conte premier ed esponente di spicco del Pd. Ma in un eventuale ballottaggio tra Enrico Michetti e Gualtieri gli elettori duri e puri grillini potrebbero boicottare l’ex titolare del dicastero di Via XX Settembre non tanto in chiave anti-Pd quanto per fare uno scherzo a Conte.
A Napoli il candidato comune dei giallo-rossi è l’ex ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, fortemente voluto da Conte. Ma i grillini duri e puri della città partenopea hanno già minacciato una corsa solitaria e potrebbero anche avere il simbolo da Beppe Grillo. Manfredi così verrebbe azzoppato sia al primo turno sia al secondo favorendo il Centrodestra (sia che confermi la candidatura di Catello Maresca o che viri sull’avvocato Sergio Rastrelli, figlio di Antonio ex presidente della Regione Campania). Anche se in misura inferiore, veti incrociati, ripicche e colpi bassi potrebbero avvantaggiare il Centrodestra anche a Torino, Milano e Bologna. Insomma, effetto ‘vaffa’ di Grillo a Conte anche sul voto di ottobre.


