Non c’è accordo sulla governance di Delfin, la mossa di Leonardo Maria Del Vecchio di rilevare le quote dei fratelli rischia non solo di non vedere mai la luce ma di rivelarsi addirittura un autogol. L’intesa per il passaggio del 25% delle quote dei due fratelli, Luca e Paola, infatti, prevedeva una penale in caso di mancato accordo. Così il quartogenito di Leonardo Del Vecchio potrebbe non solo incassare le quote ma addirittura dover pagare lui una penale e anche piuttosto salata: 500 milioni di euro. La controversia sul fallito acquisto del 25% della cassaforte di famiglia per 10 miliardi – riporta Il Corriere della Sera – entra così in una nuova fase.
E si aggiunge alle tensioni che attraversano Delfin proprio mentre torna in primo piano la partita sulla sua partecipazione più importante, EssilorLuxottica. Il consiglio della multinazionale ha fatto quadrato attorno a Francesco Milleri. A tre giorni dalle dichiarazioni di Leonardo Maria a Cernobbio, dove aveva rimesso ai soci di Delfin la partita sulla riconferma del ceo, il board di Essilux ha rinnovato “all’unanimità la piena fiducia” nel presidente e amministratore delegato Milleri, nel vice Paul du Saillant, nel management e nella strategia di medio e lungo periodo. La holding dispone di una liquidità stimata in 7-8 miliardi, alimentata anche dagli utili non distribuiti negli anni, e avrebbe dunque le risorse finanziarie per intervenire. In questo tutti contro tutti, si valuta anche – conclude Il Corriere – la possibilità di utilizzare quei fondi per rilevare la quota di Leonardo Maria Del Vecchio. La partita è ancora aperta a ogni scenario.


