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Politica

Il caso Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako espulsa dall'Italia con la figlioletta di 6 anni, si arricchisce di un nuovo capitolo "mediatico". Protagonista, l'ufficio stampa del Viminale: che prima diffonde nel dettaglio i punti chiave della riorganizzazione del dipartimento di pubblica sicurezza decisa dal ministro Alfano poi, dopo pochi minuti, prega tutti i destinatari di "non tener conto e di annullare il comunicato in quanto erroneamente partito". Quando tutti i siti parlano di "giallo", il nuovo dietrofront: solo "un errore tecnico", riguardante due comunicati in partenza "su argomenti diversi". Quello sul dipartimento? Era corretto.

Il primo comunicato era titolato "Operazione straordinaria grazie al lavoro della Squadra Stato" (l'operazione antimafia condotta a Roma), il secondo riguardava la riorganizzazione del Dipartimento di pubblica sicurezza. "Due comunicati stampa differenti che, per un errore tecnico, si sono sovrapposti", sostengono dal ministero, portando a sostegno di questa tesi il fatto che "al comunicato sulla riorganizzazione del Dipartimento fa seguito la nota contenente i nominativi relativi alle funzioni indicate". La ricostruzione in effetti non appare del tutto convincente: perche' se e'vero che il primo comunicato (quello sulla riorganizzazione) aveva il titolo dell'altro, nell'"errata corrige" si raccomandava di annullarlo "in quanto erronamente partito" facendo esplicito riferimento al titolo "riorganizzazione dip.pubblica sicurezza". Insomma, non sara' un giallo, ma somiglia molto a un pasticcio.

Rimodulazione del sistema informativo, evoluzione del sistema ispettivo con "internal auditing", revisione organizzativa della Direzione centrale anticrimine e ridefinizione del sistema delle deleghe. Sono i punti chiave - secondo il Viminale - della riorganizzazione del dipartimento della pubblica sicurezza definita dal capo della polizia Alessandro Pansa dopo il caso Shalabayeva con l'obiettivo di "rendere piu' efficace, puntuale e tempestivo il sistema della informazione attraverso la continua osmosi di notizie tra gli organismi dipartimentali e quelli che operano sul territorio".

Gli interventi sono mirati anche a "revisionare alcuni uffici dipartimentali, a sostegno dell'attivita' organizzativa e operativa" e a "omogeneizzare per uniformita' di indirizzo e armonizzare l'attivita' delle varie articolazioni dipartimentali, attraverso il sistema delle deleghe, in ragione delle rispettive sfere di competenza".

1) RIMODULAZIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO - si crea "un canale privilegiato attraverso cui le notizie di rilievo dovranno confluire tempestivamente dal territorio al 'Centro Situazioni' (ufficio di staff del capo della polizia), la cui attivita' sara' caratterizzata dal continuo, aggiornato monitoraggio degli eventi di particolare interesse sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica, degli eventi delittuosi nonche' di quelli determinati da cause naturali, con particolare riferimento alle fasi emergenziali". Per rendere "efficace l'interscambio informativo e' necessario che, anche a livello provinciale, in maniera speculare e in analogia a quanto previsto a livello centrale, le notizie vengano canalizzate verso gli uffici di diretta collaborazione del questore, il quale fungera' da canale diretto di comunicazione con il Dipartimento della pubblica sicurezza".

In tal modo "si potra' disporre, in tempi brevi, di un quadro di insieme degli avvenimenti e fornire, quindi, ai vertici del Dipartimento, i necessari elementi di conoscenza e di valutazione per orientare le strategie piu' appropriate".

2) EVOLUZIONE DEL SISTEMA ISPETTIVO, con "internal auditing", attraverso un costante monitoraggio dell'attivita' operativa, per "evidenziare e correggere procedure di gestione che abbiano determinato criticita'. Verra' affidata ad apposita 'task force' il compito di redigere un regolamento per definire norme di comportamento da tenere nell'espletamento dell'attivita' operativa, con l'indicazione anche delle tecnologie a cui fare ricorso. Potra' in tal modo essere maggiormente garantita e resa piu' efficace l'azione degli operatori di polizia. Per raggiungere tale obiettivo sara' richiesto il contributo delle organizzazioni sindacali".

3) REVISIONE ORGANIZZATIVA DELLA DIREZIONE CENTRALE ANTICRIMINE della Polizia di Stato che, oltre a promuovere e coordinare 'attivita' di contrasto alla criminalita' svolta dalla Polizia di Stato sul territorio, diventi "qualificato punto di riferimento delle Divisioni anticrimine incardinate nelle Questure. Cio', oltre a garantire una funzione di indirizzo informativo anticrimine, favorira' le attivita' di analisi e di progettazione della Polizia di Stato".

4) RIDEFINIZIONE DEL SISTEMA DELLE DELEGHE conferite dal capo della polizia ai vice direttori generali della pubblica sicurezza, in ragione delle sfere di competenza delle varie articolazioni dipartimentali. Questo, per "garantire l'armonizzazione dell'azione amministrativa del Dipartimento della pubblica sicurezza e la sistematica verifica dell'attuazione delle direttive impartite dal vertice".

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