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Politica
renato schifani 500

"Mi sembra difficile che un partito reso acefalo possa continuare la sua esperienza di governo", segnala il capogruppo Pdl al Senato, Renato Schifani, dai microfoni di Radio Anch'io, rispondendo a chi gli chiede delle conseguenze in caso di condanna definitiva di Silvio Berlusconi al processo Mediaset.

Se Mario Monti aveva riportato in auge la verifica, il concetto che Guglielmo Epifani evoca con un'intervista all'Unita' e' a sua volta molto chiaro nel gergo politico. Il segretario Pd parla di "chiarimento" con il Pdl dopo la bufera scatenata sul caso Mediaset e avverte: "O c'e' un chiarimento serio, o il Pdl dimostra di essere interessato ai problemi del Paese e non alle vicende di Berlusconi oppure, con la stessa forza con cui abbiamo fatto nascere questo governo, diciamo che cosi' non si puo' andare avanti". "Il Pdl - chiarisce - mette a rischio la funzione stessa di questo gvoerno. C'e' un limite oltre il quale il nostro senso di responsabilita', che anche oggi abbiamo dimostrato, non puo' andare".

Epifani mette in chiaro i paletti del Pd: "La nostra responsabilita' verso il Paese ha un senso se il governo viene messo nelle condizioni di operare per il bene degli italiani. Questo e' adesso il vero chiarimento politico da aprire. Non su questa o quella misura di politica economica, perche' li' siamo gia' nel campo fisiologico di un confronto tra forze politiche". Invece "da oggi - sottolinea - tuttio diventa piu' complesso e occorre affrontare il nuovo quadro che si e' aperto con la chiarezza necessaria". E tenendo a mente, ricorda il segretario Pd, che "noi non temiamo nulla, quale che sia l'evoluzione della situazione. Abbiamo tutte le carte in regola per affrontare qualunque scenario".

Del resto, rileva ancora Epifani, "certamente il fatto che il presidente del Consiglio sia andato dal capo dello Stato segnala la delicatezza di questo passaggio". Il segretario Pd non nasconde peraltro di ritenere che "il Presidente Napolitano esercitera' il suo ruolo per evitare che questa situazione possa degnerare".

I 5 STELLE CHIEDONO L'OSCURAMENTO

"Abbiamo chiesto l'acquisizione delle concessioni per cui Mediaset trasmette e ci e' stato risposto
da esponenti del partito-azienda che non ci sono concessioni da acquisire". Lo ha detto il senatore Cinque Stelle Mario Giarrusso lasciando la Giunta per le Elezioni del Senato. "Se la Guardia di Finanza dice che non ci sono concessioni e, quindi, c'e' un soggetto che trasmette senza titoli e' giusto che venga sanzionato, anche oscurato", ha aggiunto. "Il Movimento Cinque Stelle si rivolgera' alla Gdf per accertare a che titolo Silvio Berlusconi ha fatto l'imprenditore della Tv in Italia. Dobbiamo verificare se Berlusconi e' abusivo e per questo chiediamo l'intervento della Guardia di Finanza"

LA REPLICA: ABBIAMO TUTTI I TITOLI PER TRASMETTERE

Botta e risposta tra il M5s e Mediaset sulle concessioni tv. Secondo il senatore grillino Michele Giarrusso, non ci sarebbero 'concessioni televisive a nome di Silvio Berlusconi' e per questo oggi, ha annunciato che il M5S si sarebbe rivolto alla Gdf per accertare "in base a quale titolo" l'ex premier "ha fatto l'imprenditore della tv in Italia". Pronta la replica di Mediaset, che in una nota, precisa che l'istituto della "concessione" nel settore televisivo non esiste piu' dal luglio 2012, data in cui tutto il sistema ha abbandonato la tecnica analogica ed e' passato alla tecnica digitale.

Le trasmissioni digitali hanno luogo in base ad "autorizzazione generale", spiega Mediaset nella nota, e ai "diritti d'uso" sulle radiofrequenze, secondo la normativa europea che ha vietato il rilascio di titoli individuali - quali le "concessioni" - nel settore delle comunicazioni elettroniche come la tv o le telecomunicazioni. Il gruppo Mediaset possiede sia l'"autorizzazione generale" accordata nel 2008 quale operatore di rete, sia i "diritti d'uso" sulle radiofrequenze rilasciati nel giugno 2012.
 

 

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