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Caso Salis, la sindaca di Genova apre alla sfida nazionale: “Candidarmi contro Meloni? Ci penserei”

La prima cittadina non esclude la corsa contro Meloni per il 2027

Caso Salis, la sindaca di Genova apre alla sfida nazionale: “Candidarmi contro Meloni? Ci penserei”

Centrosinistra, l’ipotesi Salis scuote i vertici: “Pronta alla sfida se c’è unità”

Ha i capelli biondi, è madre e di fede cristiana: il suo profilo sembra ricalcare quello dell’attuale inquilina di Palazzo Chigi, ma il nome è diverso. Si tratta di Silvia Salis, la figura che gran parte della coalizione progressista vorrebbe vedere alla guida del fronte opposto alla destra. Sebbene la sindaca di Genova abbia finora manifestato l’intenzione di proseguire il mandato nel capoluogo ligure, una recente intervista ha rimescolato le carte, provocando un terremoto tra i vertici del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. Salis, infatti, non ha più sbarrato del tutto la porta a un possibile trasferimento nella Capitale.

L’apertura a Bloomberg e il paragone con Meloni

“Se mi chiedessero di candidarmi contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che, davanti a una richiesta unitaria, non lo prenderei in considerazione. Quest’attenzione nazionale mi lusinga”, ha dichiarato la prima cittadina all’agenzia di stampa internazionale Bloomberg. L’analisi del media statunitense evidenzia come il recente stop elettorale del governo faccia ben sperare le opposizioni: “La sconfitta referendaria subita dalla premier Giorgia Meloni il mese scorso sta galvanizzando l’opposizione italiana”, ha affermato Salis, conscia di essere ormai indicata come la principale contendente per la presidenza del Consiglio nel 2027.

Sulle analogie personali con la premier, Salis ha risposto con sarcasmo: “No, mi chiamo Silvia. Ma sì, sono una madre, sono cristiana e sono anche sposata. Ho spuntato tutte le caselle”. Tuttavia, le divergenze politiche restano nette: “Sono una candidata progressista che crede fermamente che sviluppo economico e giustizia sociale possano coesistere”, ha precisato la sindaca, aggiungendo una dura critica all’esecutivo: “Questo governo di destra non è stato in grado di realizzare né l’uno né l’altro, rendendo infelici sia i pochi che i molti. Il che, di per sé, è già un grande risultato”.

Il nodo delle primarie e lo scenario politico

Alla domanda diretta su un suo impegno in prima linea a livello nazionale, Salis ha ammesso: “È chiaro che non posso sfuggire a questa attenzione nazionale, non posso eludere le domande. È una cosa interessante, mi lusinga”. La sindaca ha però ribadito il suo scetticismo verso le consultazioni interne, considerate controproducenti: “Davanti a una richiesta unitaria, non posso dire che non la prenderei nemmeno in considerazione, sarebbe una bugia”.

La posizione di Salis si inserisce nelle storiche frizioni tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. La “terza via” rappresentata dalla prima cittadina ligure trova però il sostegno di Matteo Renzi, che la sprona pubblicamente: “Silvia, candidati. Se vinci fai la premier, se non vinci fai bella figura e costruiamo intorno a te” una formazione centrista “che va al 10%”. Per Salis, il rischio delle primarie resta alto: “Credo che qualunque cosa si dica in fase di campagna elettorale delle primarie è qualcosa di divisivo che la destra userà contro il campo progressista durante la campagna elettorale nazionale, per cui sono tutti elementi negativi dai quali dovremmo stare molto alla larga”.

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