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Politica

E’ vero: La crisi in Italia è sempre più forte. Le aziende chiudono o vanno all’estero ed è, nonostante iripetuti proclami, sempre più difficile fare impresa. Siamo ultimi in Europaper Corruzione Percepita come mostra il rapporto di Transparency International(https://www.transparency.it/cpi-2014-italia-ancora-69-al-mondo-presentazione-in-live-streaming/) e chi lavora nelle aziende italiane enel settore pubblico crede vi sia molta meno meritocrazia rispetto a chi lavorain aziende multinazionali, come mostra l’ultima ricerca del Forum dellaMeritocrazia (http://www.forumdellameritocrazia.it/dettaglio_campagne.aspx?id=10).Allo stesso tempo però fiorisconoin tutto il Paese isole di cambiamento, di eccellenza e d’innovazione, comenecessaria evoluzione alle difficoltà poste dal contesto.

Nel settore Pubblico,come nelle Imprese e nelle Università nascono piccoli e grandi progetti, semidi futuro, che raccolgono le risorse qualificate sparse qua e là e le mettono afattor comune. Quest’opera meravigliosa avviene spesso nell’assenza di supportoistituzionale e nel silenzio dell’informazione. Come fare perché questo movimentodi cambiamento diventi maggioranza nel Paese? Ci sono tre elementi che, a mioavviso, devono essere potenziati: il supporto e consolidamento di una Culturadel Merito, il rifiuto di falsi miti dei soliti “distrattori di Massa” el’innalzamento della qualità dell’Educazione e dell’Informazione.Per favorire una Cultura delMerito bisognerebbe per esempio che si faccia una vera management review nellaPa e nelle aziende partecipate dallo Stato identificando, valorizzando eattraendo Talenti e mettendoli in posizione di responsabilità. Molti proteggonodiritti acquisiti senza discutere se siano meritati e se siano utili allosviluppo, in questo modo minando e ritardando la possibilità delleorganizzazioni di svilupparsi. Anche le situazioni più paradossali sonotollerate per non turbare lo status quo, mentre vi sono esempi di qualità e dievoluzione che vanno lasciati liberi di esprimersi e di crescere, risolvendo inmodo chiaro e netto le situazioni di spreco e di mediocrità.Non credo che in tal senso facciabene assorbire precari solo per assegnargli un posto di lavoro fisso o cercareun paracadute per i dipendenti delle Province verso i Tribunali o verso altri entiinvece di pensare a dotare gli enti nel modo corretto e a misure diriqualificazione per chi perde il lavoro. Allo stesso modo non fa bene la tendenzadella classe dirigente, politica e non, a continuare nel sistema di cooptazionedella persona di fiducia, del famigliare o del compagno di partito in spregiodella competenza e dei risultati ottenuti. In questo modo si deterioranosituazioni già complesse invece di imboccare la via della professionalità.

Vanno invece esplicitati ibisogni delle organizzazioni in termini di professionalità, energie e soluzionie garantite queste risorse con piani di lungo termine ed obiettivi chiari. Ci sono poi quelli che chiamo “Distrattoridi massa” che dappertutto “distraggono” il dibattito e l’opinione pubblica daiproblemi reali. Dicono che Il problema è l’Euro , senza considerare che lanostra crisi inizia da prima, dicono che il problema sono le banche e lafinanza, quando i tassi d’interesse non sono mai stati così bassi, dicono cheil problema è l’immigrazione, quando i nostri tassi di immigrati sono in lineacon quelli di altri paesi vicini, dicono che il problema è l’austerità, quandospendiamo ancora più di 800 miliardi di spesa pubblica e l’elenco potrebbecontinuare. Non si può dire che non ci siano grandi problemi negli ambitiricordati, ma vanno risolti con più Merito, più competenza, con più concretezzae non con generici annunci.Il punto non è cosa fare, mafarlo veramente e in modo corretto.Il terzo problema sono i Media,soprattutto televisivi, che continuano a mostrare un’immagine del Paese minoritariama populista e conservatrice. Nonostante il calo degli ascolti dei talk showcontinuiamo a sentire gli stessi ospiti che raccontano una realtà spessofuorviante e deprimente.Così per una settimana abbiamoparlato di “Mafia Capitale”, come qualche mese fa del Mose e di Expo. Così laPolitica a ogni scandalo promette un “giro di vite” per accontentare l’opinionepubblica invece di lavorare perché questi scandali si evitino. La sfiduciagenerata dagli scandali impedisce di vedere senza sospetto i tanti modellipositivi che ci sono nel Paese e che vanno comunicati in modo ampio e insegnatinelle Scuole.Molto più spesso si dovrebberomostrare i tanti esempi positivi e virtuosi d’imprenditori, manager, cittadiniche continuano a risolvere problemi e a portare buoni esempi. Ci sono, infatti, moltissime personeche in un contesto complicato investono, progettano, studiano, creano nuoviservizi, soluzioni e prodotti e che, invece di gratificarli, li investiamo discetticismo, critiche e ostacoli di ogni genere.

Questi non hanno bisogno disussidi, di diritti acquisiti o di rappresentanti, ma solo di condizioni dicontesto fiscali, burocratiche e legislative ragionevoli in cui far crescere leloro iniziative. Da questo punto di vista questoGoverno deve uscire dalla “trappola” dell’emergenza, per continuare il processodi cambiamento del Paese un po’ rallentato da riforme istituzionali edequilibrismi politici. Nel complesso, infatti, serve una grande determinazionee focalizzazione per fare leggi che rendano la Pa e le partecipate una risorsaper il Paese invece che un ammortizzatore sociale e leggi sul Lavoro cherendano possibile premiare il Merito e sanzionare il Demerito anche tramite illicenziamento individuale per scarsa produttività. Serve un investimentopubblico nell’identificazione e comunicazione di modelli positivi che lepersone possano seguire e attenta sorveglianza sui casi di “cattivainformazione”. La Politica deve sacrificare la ricerca del consenso in nome diun progetto per il Futuro del Paese. Gli effetti delle buone scelte si vedononel tempo e la classe dirigente del Paese è molto ben retribuita anche persopportare le critiche e le tensioni che derivano da scelte impopolari. Non resta che aspettarepazientemente che la realtà ci dia ragione aspettando che i semi delcambiamento diventino esempi solidi a cui anche i più ostinati sostenitoridella Peggiocrazia si possano aggrappare.

Nicolò Boggian

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