Di Alberto Maggi

E’ proprio difficile il mestiere del segretario del Partito Democratico. Soprattutto all’indomani della sofferta e travagliata decisione di “calare le braghe” (dicono Sel e 5Stelle) alla richiesta del Pdl di sospendere i lavori del Parlamento anche se solo per mezza giornata. Epifani prima urla “non tirate troppo la corda” e poi rilascia un’intervista guarda caso all’Unità e alza la voce “Chiarimenti oppure molliamo“.
Facile capire l’imbarazzo dell’ex leder della Cgil. I renziani sono in rivolta e molti big del partito, tra cui la Bindi, non hanno seguito la disciplina decisa dal Nazareno. Tutti sanno che i democratici non faranno cadere Letta. Certamente non ora. Napolitano non vuole le elezioni e non scioglierà mai le Camere almeno finché non ci sarà un’altra legge elettorale. Il congresso è alle porte e la battaglia interna spacca le correnti e sottocorrenti di ex Ds ed ex Margherita. Ad Epifani non resta che fare penultimatum per contenere la rabbia del popolo di sinistra dopo la concessione fatta al Cavaliere nero e ai nemici Brunetta e Schifani.
I sondaggisti già stimano il calo di consensi del Pd, proprio ora che stava recuperando, e quindi il segretario deve affrettarsi a gonfiare il petto e lanciare i suoi strali. Ma si sa… can che abbaia non morde.
@AlbertoMaggi74
