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Politica


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Matteo Renzi ha vinto le primarie ed è il nuovo segretario del Pd. E fin qua non è una grossa notizia. Che il sindaco di Firenze potesse battere con una certa facilità il grigio Gianni Cuperlo e il riottoso Pippo Civati era infatti molto prevedibile. E anticipato anche da tutti i sondaggi. Il bello però viene adesso. Il primo cittadino resterà più di un anno in panchina aspettando che Enrico Letta completi il suo mandato alla guida di un governo ex larghe intese? Difficile.

Alfano ha fissato l'orizzonte del 2015, al termine del semestre italiano della presidenza Ue e dopo il completamento delle riforme istituzionali, stando almeno ai tempi dettati e annunciati dal premier. Ma come può Renzi, che aspira legittimamente a fare il presidente del Consiglio (non a caso è già andato in pellegrinaggio a Berlino dalla Merkel), attendere altri 18 mesi? E se poi arrivasse veramente la ripresa economica e il buon Letta se la intestasse candidandosi alla guida di un governo di Centrosinistra post-elezioni? Troppi interrogativi e molte incertezze. Come la legge elettorale e quel continuo richiamo del neo-segretario al bipolarismo che suona molto come un avviso di sfratto a Letta da Palazzo Chigi.

Paradossalmente la Consulta ha giocato a favore del premier (e di Alfano). Senza una nuova norma non si vota. E visto il tutti contro tutti sarà difficile trovare un minimo comun denominatore. Attenzione però che Renzi non è uno sprovveduto e potrebbe anche tatticamente trovare un punto di contatto con Forza Italia e M5S per rinnovare il Porcellum rapidamente, magari con qualche piccola correzione e abbandonando il modello dei sindaci (che non ha i numeri al Senato per essere approvato) e il doppio turno storicamente tanto caro a D'Alema.

In questo modo, con una nuova legge elettorale fresca fresca e con le opposizioni sempre più agguerrite, il sindaco fiorentino potrebbe anche fischiare la fine della partita. Mandare a casa Letta in primavera e candidarsi alla guida del Paese in tempo utile per varcare la soglia di Palazzo Chigi prima che inizi il semestre di presidenza il primo luglio 2014.

E' presto per fare previsioni, certo, vedremo nelle prossime settimane quanto il Pd tenterà di dettare la linea e quanto l'Ncd di Alfano incasserà il colpo, stretto tra le bordate di Forza Italia e la voglia di restare attaccato alle poltrone. Un dato è chiaro, però, nonostante i titoloni dei giornali sul patto tra il premier e il sindaco, per Letta l'ex Cgil Epifani non era certamente un pericolo. Ma il giovane e bipolare Renzi sì. Eccome. Da oggi possiamo dire che lo slogan Letta continua diventa Letta continua, forse...
 

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