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Politica
nitto palma ape

A dispetto del presunto accordo tra Pd e Pdl, le prime due votazioni sul nome di Nitto Palma alla presidenza della commissione Giustizia del Senato si sono concluse con una fumata nera, poiché il Pd ha votato scheda bianca. I 12 voti ottenuti nella prima e i 13 nella seconda non sono stati sufficienti: la maggioranza sarebbe dovuta essere di 14 visto che i componenti della commissione sono 26. La terza votazione si terrà mercoledì, quando basterà la maggioranza semplice. Immediata la reazione di Renato Schifani: "Ognuno si assumerà le proprie responsabilità", tuona il capogruppo del Pdl al Senato. Al quale fa eco Maurizio Gasparri:  "Quanto accaduto in commissione Giustizia al Senato è inaccettabile. Bersani e Zanda mettano in riga i propri senatori o li sostituiscano con i principali esponenti del Pd a Palazzo Madama. E' chiaro ora a tutti chi viola i patti e chi li rispetta. Il Pdl è un partito serio. Il Pd è il regno del caos".

"Da domani voteremo un nostro candidato", ribatte il senatore Pd Felice Casson, che poi frena precisando: "L'unica dichiarazione che ho fatto al termine delle votazione sul presidente della commissione Giustizia del Senato è che noi siamo per un candidato condiviso".

Sono stati invece confermati tutti gli altri presidenti delle commissioni parlamentari permanenti proposti da Pd, Pdl e Scelta civica. Il clima, dopo le proteste di ieri da parte del M5S - che anche oggi ha rivendicato la presidenza delle commissioni di garanzia - resta però ancora teso. Il gruppo della Lega Nord alla Camera non ha avanzato candidature e ha votato scheda bianca.

In totale alla Camera il Pd ha totalizzato otto presidenze, Pdl cinque e Scelta civica una. Al Senato al Pd sono andate sette presidenze, al Pdl sei e a Scelta civica una.

Alla Camera la commissione Affari costituzionali va a Francesco Paolo Sisto (Pdl), la commissione Giustizia a Donatella Ferranti (Pd), la commissione Esteri a Fabrizio Cicchitto (Pdl), la commissione Difesa a Elio Vito(Pdl), la commissione Bilancio a Francesco Boccia (Pd), la commissione Finanze a Daniele Capezzone (Pdl), la commissione Cultura a Giancarlo Galan (Pdl), la commissione Ambiente a Ermete Realacci (Pd), la commissione Trasporti a Michele Meta (Pd), la commissione Attività produttive a Guglielmo Epifani (Pd), la commissione Lavoro a Cesare Damiano (Pd), la commissione Affari sociali a Pier Paolo Vargiu (Scelta civica), la commissione Agricoltura a Luca Sani (Pd), la commissione Politiche Ue a Michele Bordo (Pd).

Al Senato la commissione Affari costituzionali va ad Anna Finocchiaro (Pd), la commissione Esteri a Pier Ferdinando Casini (Sc), la commissione Difesa e Nicola Latorre (Pd), la commissione Bilancio a Antonio Azzollini (Pdl), la commissione Finanze a Mauro Marino (Pd), la  commissione Cultura ad Andrea Marcucci (Pd), la commissione Lavori Pubblici e Telecomunicazioni ad Altero Matteoli (Pdl), la commissione Agricoltura a Roberto Formigoni (Pdl), la commissione Industria a Massimo Mucchetti (Pd), la commissione Lavoro a Maurizio Sacconi (Pdl), la  commissione Sanità a Emilia De Biase (Pd), la commissione Ambiente a Giuseppe Marinello (Pdl). Resta da definire la commissione Politiche Ue, per la quale è in ballo Vannino Chiti (Pd). Tutto da rifare, come già detto, per la commissione Giustizia dopo la bocciatura di Nitto Palma.

Ha tenuto l'intesa all'interno della grande coalizione anche sulla presidenza della Giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera la cui presidenza, con 14 voti a favore, è andata a Ignazio La Russa. Immediato il commento del M5S, per bocca di Roberta Lombardi: "Lo sapete dello scambio fra Pdl e Fratelli d'Italia per la giunta? Da noi questa si chiama porcata - dichiara la capogruppo 5 Stelle alla Camera- danno la presidenza a Fratelli d'Italia per fare una finta opposizione".

E Beppe Grillo torna a ribadire via Twitter che "La prassi vuole che le presidenze del Copasir e della Vigilanza Rai vadano all'opposizione, ovvero al MoVimento 5 Stelle", riecheggiando le parole del capogruppo al Senato, Vito Crimi.

Ma contro i metodi adottati dal movimento tuona Sel. "Ci aspettavamo il rispetto da parte del M5S dell'accordo tra le opposizioni. Lo hanno rifiutato e si sono presi tutto, accaparrandosi le poltrone di vicepresidente e segretario in tutte le commissioni della Camera", denuncia il capogruppo Gennaro Migliore, accusando i 5 Stelle di essere "affetti da poltronismo". Giudizio che per una volta mette Sel sulla stessa lunghezza d'onda della Lega. "Calpestati e derisi? Dovrebbero esserlo davvero ma da tutti coloro che li hanno votati perché i parlamentari del Movimento 5 Stelle, oggi han dato prova di rappresentare davvero il peggio della prima e della seconda Repubblica messe insieme. C'è stato un assalto alla poltrone di demitiana memoria da parte dei grillini, hanno voracemente tentato di occupare tutte, ma proprio tutte le poltrone possibili, anche quelle che non ci sono", dice Gianluca Pini, vicepresidente del Carroccio a Montecitorio. "Siamo francamente basiti dalla ingordigia che, fin dall'inizio di questa legislatura, caratterizza l'operato del Movimento Cinque Stelle - rincara Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia - La loro brama di occupare poltrone è talmente insaziabile che hanno preteso le vicepresidenze di tutte le Commissioni permanenti":

A parte la commissione Giustizia del Senato, resta aperta anche la partita per le commissioni di garanzia. Il prossimo presidente del Copasir dovrebbe essere Claudio Fava, di Sel, dopo che il grillino Giuseppe D'Ambrosio è stato eletto presidente della giunta per le elezioni. Sempre al movimento 5 stelle dovrebbe invece andare la presidenza della Vigilanza Rai. Altro organismo 'sensibile' che deve eleggere il suo presidente è la Giunta per le elezioni e le immunità. Doveva convocarsi oggi pomeriggio, ma la riunione è stata rinviata a data da destinarsi.



 

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