Giuseppe Conte attacca il governo dopo i nuovi dati sui lavoratori poveri di Milano. Il leader del M5s cita rider, vigilantes e giovani che non riescono a pagare l’affitto, poi accusa Meloni di aver confermato l’impegno Nato sul 5% del Pil.
Il leader M5s cita Milano e contrappone salario minimo, affitti e spese militari
Giuseppe Conte porta lo scontro con il governo sui salari e sulle spese militari. Il presidente del Movimento 5 Stelle parte dalle condizioni di rider, vigilantes e lavoratori con retribuzioni insufficienti, poi attacca la maggioranza per i no al salario minimo e alle proposte del suo partito sul potere d’acquisto.
“C’è un bollettino di guerra quotidiano su cui però non c’è alcuna strategia di ‘riarmo’. È la guerra per arrivare a fine mese di chi corre su una bici per consegnare il cibo, dei vigilantes che per pochi euro l’ora rischiano la vita e di tanti altri lavoratori invisibili”.
Conte richiama quindi i dati del centro studi PoliS pubblicati da Repubblica e concentra l’attacco su Milano. “I dati del centro studi PoliS pubblicati oggi su Repubblica raccontano che quasi il 20% dei lavoratori che tengono in piedi la capitale economica e finanziaria del Paese, Milano, sono poveri e sottopagati”.
Il leader del M5s ricorda la proposta sul salario minimo e gli emendamenti presentati dal Movimento “per aumentare il potere di acquisto di lavoratori e cassintegrati falcidiato dall’inflazione, e per mettere fine allo sfruttamento dei giovani fatto di tirocini e stage gratuiti”.
L’attacco si sposta quindi sull’impegno assunto dagli alleati Nato per portare entro il 2035 le spese per difesa e sicurezza al 5% del Pil. L’accordo era stato raggiunto al vertice dell’Aia del 2025, mentre ad Ankara i governi hanno presentato i programmi per tradurlo in investimenti e capacità militari. “Governo e maggioranza hanno detto sempre e solo no. In compenso, questa settimana Meloni è andata al vertice Nato di Ankara a confermare la firma sul folle impegno del 5% del Pil sulle spese militari e in armi. Trump ha pienamente apprezzato: ‘Italia buona, Spagna cattiva’”.
Conte collega infine le maggiori spese militari alle difficoltà dei giovani, citando il costo degli affitti e la riduzione delle prospettive economiche. “I nostri giovani cosa riceveranno invece? Una cambiale sulle loro teste mentre non riescono nemmeno più a pagare un affitto? Possono attaccarci e buttarci fango addosso quanto vogliono, ma tocca a noi cambiare tutto questo”.
Il M5s continuerà a usare salario minimo, lavoro povero e contrasto all’aumento delle spese militari come temi dello scontro con il governo Meloni.

