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Politica
Corsa al Quirinale: ad Arcore arriva "la Zingara" Cloris Brosca

Quirinale: il testo ironico che circola nelle stanze del potere

La corsa al Quirinale si fa sempre più avvincente e nei ristoranti capitolini, da sempre teatro degli accordi decisivi, circola una strana lettera che fa sorridere alcuni leader politici… ma provoca qualche brivido a quelli più scaramantici. Un misterioso autore pare infatti aver individuato la causa del crollo delle ambizioni presidenziali di Berlusconi, ma anche delle disavventure di altri esponenti politici che sono entrati in contatto con un presunto jettatore. Nel testo si evoca Cloris Brosca, l’attrice che interpretava la Zingara televisiva, immaginando che Berlusconi l’abbia convocata d’urgenza ad Arcore per capire l’arcano. Ma chi si nasconde (suo malgrado) dietro l’accostamento che la lettera fa con la malaugurante Luna Nera? Tra episodi della storia recente, grattatine intime e le classiche corna, gli indizi sono disseminati nel testo. Buon divertimento.

"La Luna Nera"

Cloris Brosca si aggira dalle parti di Arcore! Silvio Berlusconi alla verifica di quello che da tempo si mormora nei corridoi parlamentari. Ed allora chi meglio della più famosa zingara d’Italia per provare a scogliere la riserva? Si racconta di sfuggenti toccatine e corse velocissime alla ricerca di qualsiasi materia ferrosa solamente mormorando il suo nome. Figuriamoci ad intravederlo! Si, anche ciò che è impossibile per la collettività in realtà avverrebbe. Ma come è possibile? Mistero tutto italiano.

Si tratta di un piccolo pupazzo di stoffa e fattura elegante ma ripieno solo di piccole palline di polistirolo che personaggi più o meno famosi sono soliti passarsi di mano. Nessuno sa ne immagina che lui vivrebbe di luce propria. Ma non solo: una antica maledizione trecentesca sarebbe inserita al suo interno. Ed allora eccolo apparire di tanto in tanto appoggiato alla scrivania di qualche potente. Intelligente, colto, affabile e dalle capacità uniche. Onesto, leale, testardo e con una visione del mondo tutta sua. Ma sempre con la Luna Nera accanto. Se lo sono passati tutti ingenuamente di mano in mano. E subito dopo il caos. Quasi immediato. Vicino a lui solo fallimenti, arresti e guai giudiziari. Le più floride imprese di costruzioni di Italia azzerate quando l’ad lo aveva ingenuamente appoggiato nell’ufficio. Attivissimi istituti bancari in bancarotta. Giornali senza più lettori e soldi costretti alla resa. Poi l’arrivo casuale in politica. Sembra che Sandro Bondi, ricevuto in regalo, lo avesse appoggiato sulla scrivania.

E lui? Subito a prendere potere con il PdL che passa dal più grande successo elettorale dal dopoguerra alla ignominia. Cavoli amari per tutti coloro che erano passati per quelle stanze. Da Dell’Utri a Cosentino passando per Papa, Caliendo e company tutti finiscono nel tritacarne. Risulta contagiato (se il passato non fosse bastato!) pure Flavio Carboni. In questo caos, Angelino Alfano, lo prende al volo e pensando di far cosa gradita ai comunisti lo porta a Palazzo Chigi in dono ad Enrico Letta. Apriti cielo! In due giorni la caduta del governo bipartisan. I bene informati dicono che Enrico lo avrebbe capito, lo passa subito al successore, e pur di stargli lontano vola a Parigi.

Ignaro, Matteo Renzi lo lascia in bella mostra e i suoi consensi passano dal 40 per cento al vecchio prefisso di Firenze della Sip. Non basta: la forte vicinanza e la Luna Nera attirano inchieste e guai per lui e tutti i suoi vicini. Furbo e scaltro Luca Lotti lo mette nello scatolone quando lascia Palazzo Chigi. Ed allora ecco subito Consip, Palamara e tutto il resto. La Luna Nera coinvolge inesorabilmente tutti i vicini, Fondazione Open, Toto, Donnini, Bianchi, Amara e i top manager Armani Marroni e Lo Bosco. Arriva Conte e tutto fila sereno visto che il pupazzetto aveva lasciato Palazzo Chigi insieme a Lotti.

Ma dalla sua Puglia lo avvertono. Imponenti studi della Libera università italiana degli studi esoterici Achille D'Angelo e Giacomo Catinella di Lecce hanno già previsto tutto. Ne esisterebbe una copia. Diversa fattura ma poteri ereditati. Non si sa come,  quando e perché la stessa sarebbe finita sotto le mani dell’ignaro Matteo Salvini. Subito il governo Conte finisce la sua marcia e nonostante la rottura con Salvini è oramai “contagiato” e destinato alla fine. Neanche l’aiuto della Università di Lecce può fermare il tutto. Arriva Draghi, gonfie vele, impossibile la vicinanza ed ogni contatto con il pupazzetto della Luna Nera e le sue copie. Ma, ancora ignaro, Matteo Salvini riporta tutto ad Arcore. Bastano due riunioni, una letterina “infettata” e cade ogni speranza per Berlusconi al colle. Silvio vuole però vederci chiaro e capire dalla bella zingara se è ancora possibile pescare il Matto o quantomeno la Ruota della Fortuna. Al rogo la Luna Nera e tutti felici e contenti.
 

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