“La scuola, comprese le superiori, può riaprire prima di maggio”. Con queste parole, ad Affaritaliani.it, il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, conferma che siamo davvero vicini a una svolta sul tema delle tanto attese riaperture. Anche la diga, che sembrava invalicabile, del ministro Roberto Speranza, primo sostenitore della linea dura e delle restrizioni, è caduta.
Dopo la festività del Primo Maggio, con un mese di ritardo rispetto alle richieste di Matteo Salvini, l’Italia inizia a riaprire. Nei prossimi giorni ci sarà un preciso cronoprogramma al quale sta lavorando la cabina di regia coordinata direttamente da Palazzo Chigi. Non solo a maggio si tornerà alle tanto attese zone gialle, se non addirittura bianche (sempre in base all’andamento dei contagi nei vari territori), ma ci saranno le prime riaperture che andranno oltre quanto previsto finora dalle regole delle fasce che conosciamo ormai da mesi.
A partire da lunedì 3 maggio, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, ci sarà il primo via libera per il settore della cultura, sempre nel rispetto dei protocolli, e quindi alzeranno le saracinesche cinema, teatri e musei. Sempre all’inizio del mese prossimo potrebbe essere tolto il divieto di spostarsi tra Regioni, almeno tra quelle che sono in zona gialla. Altre importanti novità, anche se forse non immediatamente, riguardano il settore dello sport. Riaperture intorno al 10 maggio per palestre, piscine e centri sportivi al chiuso, mentre all’aperto già da lunedì 3.
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Allo studio c’è anche un provvedimento che riguarda il settore della ristorazione, molto importante soprattutto in primavera e poi in estate in chiave turistica, con la possibilità, laddove il numeri di contagi lo consenta, di aprire anche a cena (magari non oltre le ore 22 o al massimo 23) sempre con un numero limitato di clienti. Verso la metà di maggio, o forse anche prima, potrebbe poi esserci la ripresa dei mercati all’aperto, ovvero gli ambulanti che sono stati tra i più penalizzati dalle restrizioni di questi mesi. Per quanto riguarda gli stadi, non solo di calcio, si va verso una presenza minima di spettatori, ma simbolica (ad esempio per le partite del campionato di calcio di serie A e di serie B 1.000 persone).
Solo a giugno, se non a luglio, la ripresa delle discoteche (al chiuso) dove il controllo delle misure di sicurezza è chiaramente più complesso da effettuare. Politicamente, oltre a Salvini, anche Forza Italia si è chiaramente schierata a favore delle riaperture. Non solo, perfino nel Pd e nel M5S crescono le voci che chiedono una svolta. Anche perché il governo e il premier sperano che con la ripresa delle attività, e in particolare del turismo estivo, lo scostamento di bilancio che si prepara a varare il consiglio dei ministri possa essere l’ultimo. Questa volta, probabilmente, ci siamo davvero. L’Italia riparte.

