Rovelli leader della sinistra? Il Pd non ha bisogno di ztl-woman stile Schlein
La storia del fisico Carlo Rovelli è esemplificativa dello stato di necessità in cui si trova attualmente la sinistra. La sua figura è balzata agli onori della cronaca quando durante il Concertone del primo maggio ha fatto un discorso molto critico sul governo ed in particolare sul ministro della difesa Guido Crosetto definendolo in pratica – senza mai citarlo – un “signore delle armi”. E poi ancora sulla Meloni: “Il governo italiano sta decidendo di mandare una portaerei a fare i galletti davanti alla Cina”.
E infine: “Questo non è il mondo che ci piace. Il mondo non è dei signori della guerra, ma vostro (ndr: rivolto ai giovani), perché siete tantissimi e il mondo potete cambiarlo, insieme, potete fermare la distruzione del Paese, potete fermare i signori della guerra, costruire un mondo lavorando assieme per risolvere i problemi. Sognate un mondo migliore e costruitelo, non vivete nell’attesa di sogni irrealizzati. Non abbiate paura di imbrattare i muri, cambiate questo mondo”. Insomma una vera e propria dichiarazione programmatica. Un discorso che si sarebbe aspettato piuttosto da Elly Schlein.
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A questo punto il ministro reagì scrivendo: “Rovelli faccia il fisico, comunque lo invito a pranzo”. Il fisico rispose dicendo di apprezzare molto la cortesia del ministro ma che non si trattava di una questione personale tra loro e che non se ne poteva parlare quindi in una cena a due. Risposta un po’ rude ma comunque interlocutoria. Poi la questione sembrava dimenticata quando un altro personaggio entrò in gioco – e cioè Ricardo Franco Levi – un suo “amico” che lo aveva invitato qualche tempo prima a rappresentare l’Italia alla prestigiosa Fiera del libro di Francoforte. Infatti Levi era stato designato a suo tempo da Mario Draghi alla carica di commissario straordinario italiano all’evento che si svolgerà nel 2024.
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Però Levi, preso da eccesso di zelo, sempre nocivo, prese carta e penna e scrisse una lettera a Rovelli: “Il clamore, l’eco, le reazioni che hanno fatto seguito al suo intervento al concerto del Primo Maggio mi inducono a pensare, mi danno, anzi, la quasi certezza, che la sua lezione che così fortemente avevo immaginato e voluto per la cerimonia di inaugurazione della Buchmesse con l’Italia Ospite d’Onore diverrebbe l’occasione non per assaporare, guidati dalle sue parole, il fascino della ricerca e per lanciare uno sguardo ai confini della conoscenza, ma, invece, per rivivere polemiche e attacchi.
Ciò che più di ogni altra cosa sento il dovere di evitare, e di questo mi prendo tutta la responsabilità, è che un’occasione di festa e anche di giusto orgoglio nazionale, si trasformi in un motivo di imbarazzo per chi quel giorno rappresenterà l’Italia. E non le nascondo la speranza che il nostro Paese sia rappresentato al massimo livello istituzionale. Sono portato a pensare che lei per primo avrà immaginato gli scenari che le sue parole avrebbero aperto”. E poi il finale perfido con perculamento annesso: “Spero che questa lettera possa almeno contribuire a non farmi perdere la sua amicizia e mi auguro di poter leggere presto un nuovo libro”.
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Rovelli, a sua volta, reagì comunicando che era stato fatto fuori dal governo per le sue idee in un atto di censura. A quel punto, Levi che è stato anche Sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri in un governo Prodi nonché deputato, si è trovato spiazzato perché sia Crosetto che il ministro della Cultura Sangiuliano hanno preso le distanze. Nel frattempo Libero ha scoperto che Levi aveva assegnato la comunicazione proprio ad una società dove lavora il figlio e così è stato costretto a dimettersi ed alla fine lo zelante è rimasto col cerino in mano. Rovelli quindi sarà il rappresentante ufficiale italiano.
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Il professore viene da un passato politico rovente: ha partecipato negli anni ‘70 a Radio Alice di Bologna, la radio dell’area libertaria e di Autonomia operaia. Denunciato per un libro, i “Fatti vostri”, è stato poi assolto. Nel 1977 è stato arrestato e detenuto per renitenza al servizio militare. Poi è diventato un fisico e ha intrapreso la carriera universitaria, all’estero. Divenuto noto come divulgatore ha scritto di relatività e di gravità quantistica. E veniamo quindi al presente.
Alla luce della clamorosa batosta presa da Pd alle recentissime amministrative non è peregrina l’ipotesi che Carlo Rovelli possa divenire un leader di questa sinistra così malmessa e sgangherata, magari l’antagonista di un altro fisico vicino alla Meloni, Roberto Cingolani, già ministro dell’Ambiente. In effetti, tra una segretaria che passa il suo tempo con la sua armocromista a trecento euro l’ora e un fisico quantistico dal passato tosto, l’ago della bilancia potrebbe pendere a favore del secondo. Il Pd ha bisogno di leader che si riaggancino al suo vero passato di lotta a favore dei diritti dei lavoratori e non di ztl-woman che passano il loro tempo a mangiare tartine al salmone nei loro attici dei centri storici.

