Il Ministro della Difesa Guido Crosetto: “L’atteggiamento di Trump difficile da capire. Ma non c’è nulla che possa essere imputato all’Italia”
Il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto sulle recenti dichiarazioni di Donald Trump riguardanti la premier Giorgia Meloni, ospite del Caffè della Domenica di Maria Latella su Radio24. Secondo Crosetto, gran parte degli atteggiamenti del presidente americano derivano da valutazioni personali, non sempre condivise, ma che non hanno alcun fondamento se si guarda a quanto fatto dall’Italia sul fronte della Difesa e non solo. Il ministro ha anzi sottolineato come il nostro Paese abbia fatto molto di più rispetto ad altre nazioni europee. “Molti degli atteggiamenti di Donald Trump nascono da riflessioni sue, spesso non condivise ma non c’è nulla dal punto di vista della Difesa, e non solo, che possa essere imputato all’Italia. L’Italia rispetto ad altre nazioni europee ha anche fatto molto di più”.
“L’atteggiamento di Trump è difficile da capire anche perché non mi era parso ci fosse alcun problema con l’Italia. A me dispiace perché fa male ai rapporti tra due nazioni, rapporti che sono solidi e profondi. Come ho detto anche al segretario della guerra Pete Hegseth, noi ci sentiamo legati anche perché sentiamo gli Usa anche un po’ ‘nostri’ visto che sono oltre 20 milioni gli italoamericani che hanno contribuito a rendere grandi gli Stati Uniti”, ha aggiunto Crosetto.
Il colloquio con Hegseth
Sul fronte dei rapporti diplomatico-militari, Crosetto ha definito gli incontri con Hegseth all’insegna della cordialità e dell’amicizia, frutto di una collaborazione che dura da decenni e che continua senza interruzioni. Il ministro ha riferito che gli Stati Uniti stanno chiedendo all’Europa, con la franchezza tipica dell’attuale amministrazione, di assumersi maggiori responsabilità sulla propria difesa, dopo anni in cui Washington si è occupata della deterrenza del continente sostenendone i costi. “Gli Usa ci chiedono ciò che dichiarano pubblicamente ovvero dicono che loro si sono occupati della nostra deterrenza e difesa per decenni, che hanno speso moltissimi soldi dei cittadini Usa e quindi ora è il momento che l’Ue si costruisca la propria difesa. Ce lo chiedono con la durezza con cui questa amministrazione dice le cose”, ha detto il Ministro.
L’affondo su Vannacci
Spazio anche alla politica interna, con un commento diretto sul generale Roberto Vannacci, descritto da Crosetto come l’arma più efficace nelle mani del centrosinistra in vista delle prossime elezioni. “In questo momento Roberto Vannacci è diventato il più grande atout nelle mani della sinistra, lo strumento con cui il campo largo pensa di vincere le elezioni. Per assurdo sta regalando a quelli che dice di voler combattere la possibilità reale di vincere”, le sue parole.
Interrogato su possibili assenze del governo al tradizionale ricevimento per l’Indipendenza americana, in programma come ogni anno a Villa Taverna il 4 luglio, Crosetto ha risposto che l’attenzione va mantenuta sul rapporto di fondo con gli Stati Uniti, senza farsi distrarre da episodi quotidiani di portata limitata, da considerarsi semplici manifestazioni personali difficili da interpretare. “Noi il 4 luglio onoriamo l’indipendenza americana a villa Taverna, quest’anno come negli anni scorsi. Guardiamo agli Stati Uniti d’America, non alle cose che succedono ogni giorno che hanno effetti limitati e vanno ricondotte a ciò che sono: manifestazioni personali difficili da capire. Credo che l’ambasciatore Usa in Italia, con cui ho ottimi rapporti, sia in difficoltà in questi giorni. Se ci sarò dipenderà solo dal caldo”, ha scherzato infine il ministro.
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Il rapporto con Giorgetti
Infine, il ministro ha voluto chiarire la natura del suo legame con il collega di governo Giancarlo Giorgetti, conosciuto fin dal 2001: un rapporto che definisce ottimo, amichevole e sincero, fondato sul reciproco rispetto professionale. “Il mio rapporto con Giancarlo Giorgetti, che risale al 2001, è fantastico, amichevole e sincero. Andiamo d’accordo ci rispettiamo e siamo amici, ognuno rispetta il lavoro dell’altro”. Tra i temi, anche i negoziati in Svizzera per trasformare il memorandum di intesa tra Usa e Iran in un accordo definitivo: “Si tratta di un percorso molto lungo e difficile, e la Repubblica Islamica ‘non cambierà in un mese’. L’Iran è una nazione che ha come compito principale o come obiettivo principale quello di distruggere altre nazioni e usa come metodo quello di creare organizzazioni terroristiche all’interno di altri Paesi”, ha concluso Crosetto.

