“Il dato che colpisce è sempre lo stesso. Le due leve che il governo ha utilizzato in questi due anni per rilanciare la ripresa e l’occupazione insieme ai consumi, cioè gli sgravi contributivi alle imprese che assumevano e i sussidi erogati al ceto medio, penso in particolare agli 80 euro ma non solo quelli, sono state due leve anche utili per una fase ma che da sole non bastano”. Con queste parole Gianni Cuperlo, uno dei leader della minoranza del Partito Democratico, intervistato da Affaritaliani.it, commenta il calo peggiore dall’agosto 2013 di ordinativi e fatturato.
“C’è un bisogno urgente – aggiunge Cuperlo – di rafforzare moltissimo il capitolo degli investimenti, in particolare quelli pubblici come volano e leva di quelli privati, perché, come spiegano nel dettaglio tutti gli economisti, non solo quelli di matrice keynesiana, il moltiplicare degli investimenti è molto più alto nell’impatto che ha sul Pil del moltiplicatore della detassazione. Cioè, tradotto dall’economico: gli investimenti pubblici producono più ricchezza, opportunità di lavoro, innovazione e ripresa che non tagliare le tasse, soprattutto se le si taglia a chi le può ragionevolmente pagare. E’ bene che tutti prendiamo atto di questi dati – afferma Cuperlo – che ci segnalano un elemento di preoccupazione seria sulla consistenza della nostra ripresa, che vediamo con serietà questi dati, come quelli sul Jobs Act e sulla precarietà, e che ci sia una chiara volontà di raddrizzare l’asse e la rotta della politica economica del governo”.
Quindi nella Legge di Stabilità servono più investimenti… “Non c’è dubbio. Il governo ha preso degli impegni sulla riduzione della pressione fiscale, che come sappiamo è molto alta nel nostro Paese, a volte insostenibile per alcuni settori come le imprese di piccole e medie dimensioni, ma è ovvio che la leva fondamentale da azionare in questo passaggio è quella degli investimenti e di una strategia e di un piano seri di politica industriale”.
Insomma, chiede un cambio di rotta al governo… “Sì, ma non polemizzando su quello che è stato fatto fin qui. Penso di aver detto alcune cose con un atteggiamento di equilibrio, però la scelta di puntare in modo molto più coraggioso e più ambizioso su una politica di investimenti pubblici mi sembra la chiave che dovrà caratterizzare il dibattito nei prossimi mesi”, conclude Cuperlo.

