Nato a La Piazza di Affaritaliani, il cantiere di Azione Under 30 chiama i giovani partiti all’intesa a Roma
Il confronto generazionale tra i movimenti giovanili di partito, nato come idea a fine agosto durante la manifestazione La Piazza a Ceglie Messapica, si è tradotto in una giornata di dibattito serrato al Largo Venue di Roma in occasione dell’evento “Impatto”, promosso da Azione Under 30. L’obiettivo dichiarato era l’avvio di un percorso comune per arrivare alla stesura di un emendamento unitario in vista della prossima legge di bilancio, provando a scardinare la prassi che vede storicamente i giovani marginalizzati nei capitoli di spesa pubblica.
L’evento ha visto sul palco i rappresentanti di diverse forze politiche, pronti a mettere da parte, almeno per un momento, le divergenze e cercare un terreno comune su cui costruire una proposta condivisa per la prossima legge di bilancio. Tra i partecipanti al dibattito erano presenti Marco Zannino (Azione), Amedeo Amedei (Noi Moderati), Matteo Hallissey (+ Europa) e Riccardo Ponzio (Fratelli d’Italia).
Tuttavia, come spesso accade quando si cerca di unire anime diverse, non sono mancate le defezioni dell’ultimo minuto. I lavori si sono aperti con la ricostruzione del percorso compiuto negli ultimi mesi: Marco Zannino, responsabile nazionale di Azione Under 30, ha ricordato la nascita dell’idea di organizzare questo confronto, durante l’evento “La Piazza” di Affaritaliani a Ceglie Messapica. “In quell’occasione, su una provocazione, qualcuno si è sorpreso di essere d’accordo con gli altri” ha ricordato Zannino. “L’obiettivo di oggi è cercare di rompere un sistema che ha condannato i giovani ad accontentarsi delle briciole, per lanciare un segnale unitario“.
Nonostante l’intento lodevole, l’assenza di alcune delegazioni ha pesato sul clima generale. Come evidenziato, il tentativo di trovare un accordo non è stato accolto da tutti con entusiasmo, “c’è chi non ha voluto partecipare per paura di doversi confrontare con chi sta dall’altra parte“, ha affermato con rammarico Riccardo Ponzio (Fratelli d’Italia), sottolineando come per alcuni “chi sta dall’altra parte dello schieramento politico viene visto come un nemico, non come un interlocutore“. Un’occasione persa, secondo molti, per dimostrare che le giovani generazioni sanno andare oltre gli steccati ideologici.
Matteo Hallissey di +Europa, ha rivendicato il valore del dibattito e dello scontro politico democratico, citando il pensiero liberale ed einaudiano per sottolineare quanto sia fondamentale la discussione tra posizioni anche diametralmente opposte. Nel suo ragionamento, la politica deve saper mettere al centro le battaglie sui contenuti piuttosto che gli steccati ideologici, trovando la forza di percorrere tratti di strada insieme a chiunque condivida un obiettivo specifico. A sostegno di questa impostazione sono stati evocati i grandi referendum e le conquiste civili del passato, ottenuti proprio grazie alla capacità di aggregare consensi al di fuori dei singoli recinti di partito.
Nonostante le assenze, il dibattito è entrato nel vivo affrontando i temi cruciali per il futuro dei giovani italiani. Il tema della casa ha monopolizzato gran parte della discussione. “Oggi comprare una casa in una grande città è impossibile per un giovane“, ha denunciato Amedeo Amedei (Noi Moderati). Sul fronte delle soluzioni, si è discusso della necessità di sostenere i proprietari privati per favorire l’immissione sul mercato di alloggi a canoni accessibili, ipotizzando regimi fiscali agevolati come una cedolare secca fortemente ridotta al 5% destinata agli affitti per giovani professionisti, studenti e famiglie. La strategia proposta si articola sia sul recupero delle abitazioni popolari esistenti, sia sull’impulso all’edilizia residenziale, oltre al potenziamento dei servizi di trasporto per rendere appetibili anche le zone periferiche o i centri universitari situati al di fuori dei grandi contesti metropolitani. “Dobbiamo creare un’edilizia residenziale ma anche convenzionata“, ha aggiunto Riccardo Ponzio (Fratelli d’Italia) evidenziando la necessità di snellire le pratiche burocratiche per incentivare gli investimenti immobiliari.
Oltre al tema della casa, il tavolo ha affrontato la questione dell’autonomia giovanile e delle barriere d’ingresso nel mondo del lavoro. È stata evidenziata la disparità tra l’Italia e la media europea riguardo all’età in cui si lascia il nucleo familiare d’origine. Tra le misure individuate per velocizzare il percorso di studi e l’inserimento lavorativo figurano l’introduzione di moduli di orientamento universitario già negli istituti di secondo grado e una ferma presa di posizione contro i tirocini non retribuiti, con la richiesta che lo Stato garantisca o imponga rimborsi spese dignitosi per ogni attività svolta. “Molti ragazzi perdono anni all’università perché non sanno cosa scegliere“, ha sottolineato Riccardo Ponzio (Fratelli d’Italia), proponendo di introdurre percorsi di orientamento già a partire dalle scuole superiori, per permettere agli studenti di confrontarsi con la realtà del mercato del lavoro e con le professioni.
Prima dei saluti finali, dal tavolo è arrivato anche il richiamo a un altro tema cruciale come quello della salute mentale, inteso come possibile punto di partenza per futuri tavoli programmatici e iniziative legislative condivise tra le parti.
A tracciare le conclusioni della giornata è stato Marco Zannino, che ha rivendicato con forza il senso profondo e la scelta di metodo dell’iniziativa. Zannino ha spiegato che sarebbe stato molto più semplice riempire la platea e il palco invitando i rappresentanti giovanili a un classico dibattito senza impegni, destinato a risolversi nel solito confronto di facciata o in qualche clip per i social. L’intenzione di Azione Under 30 era invece quella di rischiare e tentare qualcosa di ben più ambizioso e concreto: forzare la mano per costruire un impegno reale e pragmatico sui contenuti.
Nonostante le difficoltà e il rammarico per le defezioni, il responsabile di Azione Under 30 ha ribadito che il valore dell’ambizione politica e la spinta a perseguire obiettivi alti devono rimanere centrali nell’azione dei giovani dirigenti. L’incontro svoltosi, ha sottolineato Zannino in chiusura, rappresenta solo un primo passo comune per innescare un cambiamento profondo, con l’impegno di ripresentarsi insieme ogni anno al riparo dalle logiche di palazzo, per garantire finalmente alle nuove generazioni lo spazio, le risorse e il futuro che meritano.
Nonostante le divergenze su alcune questioni, la sfida lanciata ai leader di partito è chiara: i giovani sono pronti a sedersi a un tavolo e a trovare soluzioni concrete, anche rinunciando a parte delle proprie posizioni, per il bene comune. L’incontro ha dimostrato che una nuova generazione di politici è pronta a mettersi in gioco.
Le dichiarazioni Marco Zannino (Azione), ai microfoni di Affaritaliani
“Dopo aver lanciato l’idea a “La Piazza” organizzata da Affaritaliani a Ceglie Messapica, abbiamo raccolto i primi faticosi frutti dell’impegno nel provare a fare un patto generazionale tra tutti i giovani di tutti i partiti, e tentare di arrivare almeno a un emendamento comune dando un bellissimo segnale alle giovani generazioni. Oggi non eravamo tutti, ma secondo me abbiamo iniziato a mettere i piedi in ordine giusto, per fare i passi giusti e ottenere un ottimo risultato. Quindi continuate a seguirci, continuate a stimolarci perché sono sicuro che ce la possiamo fare”, ha dichiarato Zannino.
Le dichiarazioni di Matteo Hallissey (+Europa), ai microfoni di Affaritaliani
“È nel sale del metodo radicale accettare confronti simili e anche essere disposti a condividere un pezzo di strada se su un singolo argomento che ci sta a cuore ci può essere una condivisione con altre forze politiche al di là degli steccati ideologici. Lo abbiamo sempre fatto nella nostra storia: le grandi conquiste su battaglie sui diritti civili, sulle libertà e anche su temi economici spesso sono avvenute attraverso una lotta trasversale o che comunque ha messo insieme diversi mondi”, ha dichiarato Hallissey.
“Quello che ci portiamo a casa sono spunti anche rispetto a temi su cui magari la pensiamo diversamente, ma proprio grazie al confronto possiamo anche conoscere, apprendere meglio sia il tema, ma anche saper argomentare meglio le nostre posizioni. È così che si deve fare politica: quando ci sono panel dove discutiamo a partire da idee diverse è più arricchenti rispetto a parlare con chi già sappiamo che condivide la nostra stessa idea”, ha concluso Hallissey.
Le dichiarazioni di Riccardo Ponzio (Fratelli d’Italia), ai microfoni di Affaritaliani
“Accettare confronti di questo tipo è sicuramente un dovere per chiunque fa politica, perché confrontarsi, parlare, discutere anche da posizioni diverse, con ragazzi che si impegnano in politica è un po’ il sale del nostro impegno. Mi dispiace non aver visto la sinistra, non aver visto il centrosinistra: forse hanno paura delle idee degli altri, forse vedono chi si schiera, chi si impegna in politica dall’altra parte come un nemico e non come un avversario. Ci portiamo a casa sicuramente tante idee, tanti spunti e alcuni punti sui quali possiamo sicuramente collaborare”, ha dichiarato Ponzio.
Le dichiarazioni di Amedeo Amedei (Noi Moderati), ai microfoni di Affaritaliani
“Abbiamo aderito convintamente a questa iniziativa perché è il momento di mettere davanti ai partiti la necessità di doversi coordinare tra tutti quanti per raggiungere degli obiettivi di natura generazionale. Dobbiamo metterci a tavolino tra tutte le iniziative e i movimenti giovanili dei singoli partiti per portare dei effettivi risultati”, ha dichiarato Amedei.
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