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Ddl Zan, parla il leghista Ostellari. “Il Pd non dialoga? Raccoglierà i cocci”

“Noi ci siamo, spero che quello di Letta non sia un gioco politico”

Il voto di oggi in Senato certifica quello che abbiamo sempre detto, non solo noi: la strada della condivisione è quella giusta, la strada della forzatura porta probabilmente a non approvare la legge”. Lo afferma ad Affaritaliani.it Andrea Ostellari, presidente leghista della Commissione Giustizia di Palazzo Madama nel giorno in cui in Aula la sospensiva sul Ddl Zan non è passata solo per un voto.

E’ ancora possibile trovare un accordo o il Pd tira dritto e non c’è dialogo? “La possibilità c’è, la disponibilità al dialogo è stata manifestata pubblicamente da Matteo Salvini, da Matteo Renzi, dal Gruppo delle Autonomie e anche da Forza Italia. C’è una maggioranza nella maggioranza che sostiene il governo Draghi che ha capito qual è la strada giusta. Se il Pd si ostina a non dialogare raccoglierà solo i cocci. Noi non abbiamo cambiato idea rispetto al percorso che abbiamo delineato fino ad oggi. Nel testo ci sono alcuni problemi, segnatamente gli articoli 1, 4 e 7. Se vogliono, noi ci siamo”.

Quanto all’ipotesi che quella di Enrico Letta sia solo tattica politica – far bocciare il Ddl Zan per poi accusare Salvini e Renzi di avere affossato la legge che inasprisce le pene per violenze e discriminazioni contro gli omosessuali – Ostellari osserva: “Se fosse davvero così mi chiedo quale sarebbe il beneficio. Dire che qualcuno ha rotto il giocattolo? Alla fine queste strategie, se vere, emergeranno e se è così significa che non è vero quello che dicono e cioè che vogliono una legge contro la violenza e le discriminazioni. Vedremo se è solo un gioco politico”.

Tra i senatori di Pd e M5S c’è qualcuno che ha dei dubbi sul Ddl Zan? “La stragrande maggioranza del Parlamento ritiene che si debbano unire le forze per combattere una battaglia giusta contro violenze e discriminazioni, ma su questo la maggioranza è consapevole che il testo è scritto male. E’ necessario a questo punto agevolare il dialogo per arrivare all’obiettivo di avere una buona legge che però non crei problemi”, conclude il presidente della Commissione Giustizia del Senato.