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Politica

Di Tommaso Cinquemani
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Ancora una volta Sel trova una sponda nel Movimento 5 Stelle. I due partiti sono fermi sulla stessa posizione: quando si affronterà a Palazzo Madama la decadenza del Cavaliere il voto dovrà essere palese. Ufficialmente è una questione di chiarezza nei confronti degli italiani, ma dietro le quinte si teme che ci possano essre dei franchi tiratori. Onorevoli pronti a votare contro la decadenza per evitare fibrillazioni al governo. Non tanto un gesto altruistico, quanto un modo per assicurarsi che la legislatura duri fino in fondo, con tutti i suoi benefit economici.

Ad Affaritaliani.it lo spiega Dario Stefàno, presidente della Giunta Elezioni del Senato: "Io ritengo che sia inimmaginabile in questo momento cambiare il regolamento del Senato. E' chiaro che viviamo un momento nel quale i cittadini non vedono di buon grado l'idea del voto segreto su una questione come questa". Stefano lancia un appello agli altri partiti: "Sarebbe una buona occasione quella di un accordo volontario tra tutti i gruppi parlamentari che superi questo problema e che ci faccia andare al voto palese. Se così non si può bisogna procedere da regolamento, quindi con voto segreto". Il problema dei franchi tiratori per il presidente della Giunta non esiste: "Sono più che convinto che la modalità di voto non modificherà l'esito".

Berlusconi dà per scontata la conferma da parte di Palazzo Madama della decisione della Giunta, ma il voto segreto, insistono i suoi, potrebbe riservare qualche sorpresa. Da qui la linea condivisa: nessun cedimento sul voto palese. La preoccupazione è che il presidente Grasso (che ha già 'ceduto' alle richieste dei grillini convocando la Giunta a metà mese) possa aprire al voto palese. Pesa infatti, il precedente Andreotti e il timore di Berlusconi è che le divisioni interne al Pdl possano ripercuotersi in Senato. Se il Pdl non intende cedere di un millimetro e punta tutto sul voto segreto, nel Pd si moltiplicano le divisioni. Con una lettera al capogruppo Zanda, il senatore Luigi Manconi avverte: rinunciare al voto segreto significa abbandonare uno dei principi fondamentali della Costituzione.
 

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