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Politica

La Tasi, la tassa sui servizi indivisibili dei Comuni continua a tenere banco e il governo interviene concedendo ai sindaci la possibilità di innalzare la tassazione, fermo restando l'obbligo di impiegare le risorse aggiuntive per le detrazioni in favore delle fasce più deboli. La gestazione delle nuove aliquote per la Tasi si intreccia con il dl Salva Roma. Provvedimento che, ancor prima di accogliere le proposte di modifica, è incappato in un inatteso stop: la Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama ne ha bocciato il parere sui presupposti di costituzionalità. E' servito allora l'intervento dell'intera Aula del Senato, che ha "fatto salvi" i presupposti di costituzionalità del decreto legge respingendo con 111 sì e 159 no il parere di bocciatura espresso dalla Commissione

LA BOCCIATURA - Con 9 voti a favore e 9 voti contrari sono stati bocciati in Commissione Affari Costituzionali i presupposti di costituzionalita' al Dl Enti Locali (ex Salva Roma). Contro hanno votato la Lega, Forza Italia, il Movimento Cinque Stelle e il rappresentante di Gal. Sara' ora l'Aula di palazzo Madama - forse gia' stasera - a doversi pronunciare sul punto visto che a parita' di voti i presupposti in questione, a palazzo Madama, devono essere considerati non approvati.

"A parte l'eterogeneita' clamorosa di un dl che mette insieme materie diverse accomunate dalla parola proroga, si e' constata la reiterazione di norme gia' presenti in dl decaduti e dunque non piu' presentabili", spiega il senatore M5S Giovanni Endrizzi. "E' grazie all'intervento della Lega che ha sottolineato la reiterazione di norme" che i presupposti di costituzionalita' del decreto sono stati bocciati, spiega Patrizia Bisinella, capogruppo del Carroccio in commissione Affari Costituzionali. Sara', a norma di regolamento, il presidente del Senato - si apprende a Palazzo Madama - a decidere quando ci sara' questo voto

. Non si esclude che l'assemblea possa esprimersi sul punto gia' oggi, dopo aver votato il calendario stabilito in Conferenza dei capigruppo a maggioranza, a inizio della seduta pomeridiana. L'art. 78 del regolamento del Senato prevede infatti che qualora la commissione Affari costituzionali esprima parere contrario "per difetto dei presupposti" di costituzionalita', "tale parere debba essere immediatamente trasmesso, oltre che alla commissione competente al presidente del Senato che lo sottopone entro 5 giorni al voto dell'assemblea. Nello stesso termine - recita ancora il regolamento - il presidente sottopone il parere della commissione al voto dell'assemblea ove ne faccia richiesta, entro il giorno successivo a quello in cui il parere e' stato espresso, un decimo dei componenti del Senato.

Nella discussione puo' prendere la parola non piu' di un rappresentante per ogni gruppo parlamentare, per non piu' di 10 minuti ciascuno. Sul parere contrario" della commissione Affari costituzionali "l'assemblea si pronunzia con votazione nominale con scrutinio simultaneo". Se l'Aula boccia la sussistenza dei presupposti di costituzionalita' il disegno di legge di conversione si deve intendere respinto, stabilisce ancora il regolamento per il quale se questa decisione riguarda solo parti o singoli disposizioni del decreto legge o del disegno di legge di conversione "i suoi effetti operano limitatamente a quelle parti o disposizioni, che si intendono soppresse".

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