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Politica
Sui Bot la prima grana per il governo. Renzi in Senato. Obiettivo 176 sì

La prima domenica da premier per Matteo Renzi inizia con un tweet, prosegue con una telefonata di Angela Merkel e si conclude con la prima smentita. Nella trasmissione di Lucia Annunziata "In mezz'ora" Graziano Delrio aveva ipotizzato l'aumento della tassazione sui Bot. In serata una precisazione di Palazzo Chigi: "L'orizzonte del governo è quello di una riduzione della pressione fiscale attraverso una rimodulazione delle rendite finanziarie e delle tasse sul lavoro. Il tema della riduzione della pressione fiscale attraverso la rimodulazione, aggiunge l'ufficio stampa di Palazzo Chigi, sarà illustrato domani dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso del suo intervento in Parlamento per il voto di fiducia".

Nel pomeriggio il presidente del Consiglio ha avuto una conversazione telefonica con la Cancelliera tedesca. Al centro del colloquio le relazioni tra Italia e Germania, alla vigilia del vertice di Berlino del prossimo 17 marzo, e il comune impegno nel processo europeo. La Cancelliera si è congratulata con il nuovo premier, è lieta della collaborazione che si prospetta e augura a Renzi successo nella sua politica di riforme. Al termine del colloquio, è stato il governo tedesco a far sapere che Renzi ha accettato l'invito della Merkel di recarsi a Berlino a marzo. Sempre nel pomeriggio, telefonata "cordiale" anche con il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

E se la notte tra domenica e lunedì è la prima che Renzi ha trascorso come 'inquilino' di Palazzo Chigi in attesa di pronunciare oggi al Senato il discorso con cui chiederà la fiducia (martedì si replica alla Camera), su Twitter è comparso un #buonadomenica programmatico con cui Renzi annuncia una giornata di lavoro: "Non annunci spot, ma visione alta e concretezza da sindaci. Graziano Delrio sui dossier. Metodo, metodo, metodo". E il sottosegretario alla presidenza rincara la dose in un'intervista al programma In Mezz'Ora: "Entro sei mesi avremo la legge elettorale". Poi il 'plenipotenziario' di Renzi apre a un aumento della tassa sui Bot e dice no alla patrimoniale. Ma è subito polemica. La Cgil boccia l'ipotesi. Forza Italia si scatena e va all'attacco. Tutti gli occhi convergono su mercoledì, quando il Tesoro metterà all'asta Bot semestrali per 8,5 miliardi, per conoscere la reazione degli investitori alla luce delle parole di Delrio.

Passano poche ore, e arriva la precisazione: "Il tema della riduzione della pressione fiscale attraverso la rimodulazione - si legge nella nota stilata dall'ufficio stampa di Palazzo Chigi - sarà illustrato domani dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso del suo intervento in parlamento per il voto di fiducia".

Sul tema 'giustizia' garantisce che sul tavolo c'è "il lavoro preparato da Nicola Gratteri e dal suo team", uno dei "dossier più interessanti". Capitolo spending review: a chi gli ricorda il lavoro di Cottarelli per trovare risorse per giovani e impresa dice che il "dossier è sul tavolo. Aspettiamo il giuramento del ministro Padoan e ci lavoriamo".

Sulle tasse: "Nella mia esperienza di amministratore le tasse le ho sempre ridotte (provincia: Ipt; comune: Irpef). Niente promesse, ma ci proveremo". Sull'agenda digitale, garantisce, gli italiani resteranno "sorpresi". E ancora: "Quella della burocrazia è la madre di tutte le battaglie. Significa cambiare mentalità, tutti". Botta e risposta che è continuato per alcuni minuti e si è concluso con un nuovo tweet del neo-premier.
 
Poi scherza con un altro utente che gli augura buon lavoro ricordandogli che tra lui e Delrio "in 2 avete 2 mogli e 12 figli! Pensate anche a loro". Renzi risponde: "Graziano in questo campo ha maggioranza e quorum anche da solo".

E a proposito delle intenzioni dell'esecutivo Renzi il sottosegretario alla presidenza Delrio ha dato il via alla sua domenica con un'intervista al programma Rai In Mezz'Ora. Per punti. Il primo è contro le polemiche complottiste: "Non abbiamo defenestrato nessuno", spiega. "Le forze politiche - aggiunge - erano chiamate a fare una scelta, passare altri 8 mesi col governo Letta e poi andare al voto, o scegliere di dare a questa legislatura un orizzonte di 4 anni per poter fare tutte le riforme. Non c'è stato nessun complotto".

Le grane del day after legate alle nomine di governo, tuttavia, non mancano. Nella nuova squadra dei ministri, due volti hanno già scatenato polemiche e discussioni. Si tratta di Federica Guidi allo Sviluppo economico e di Giuliano Poletti al Lavoro. Sulla prima ha già puntato il dito Stefano Fassina del Pd, il quale ha sottolineato che l'azienda della famiglia Guidi - la Ducati Energia - ha commesse con Poste, Fs ed Enel, ed è dunque in affari con lo Stato. Sul secondo la questione si pone visto che è ancora presidente di Legacoop e Alleanze delle cooperative. Delrio stoppa le polemiche dicendo che  "tutti gli atti che potranno avere un potenziale conflitto d'interesse del ministro Guidi o del ministro Poletti verranno esaminati dal presidente del Consiglio personalmente".

Poi le riforme. "Intendiamo fare le riforme che abbiamo annunciato - aggiunge - l'Italia ha bisogno di semplicità e di coraggio, di liberarsi della burocrazia e di aprire una fase nuova, più europea e piena di possibilità. Se il parlamento ci sta, bene. Altrimenti non è Renzi ad avere paura delle urne. Il presidente - sottolinea - andrà nelle piazze delle città per capire e anche per essere criticato. Se il parlamento dirà che queste riforme sono sbagliate o troppo forti daremo la parola al popolo".

Tra le cose da fare c'è la legge elettorale. "L'Italicum non è congelato. La prima cosa da fare è l'approvazione della legge elettorale e lo faremo entro sei mesi". Poi quella sul conflitto di interessi: "Quando dico che vogliamo far diventare l'Italia un Paese modello" significa anche che "abbiamo bisogno di una legge sul conflitto di interessi, è una cosa che il Paese merita". Ma anche l'aumento "del taglio del cuneo fiscale" perché "pensiamo di ricavare risorse in parte dalla spending review, in parte da operazioni industriali e dal rientro dei capitali. C'è una parte delle rendite finanziarie non in linea con la tassazione che c'è in Europa e questo argomento per reperire più soldi va valutato". Poi, per spiegarsi, aggiunge: "Se una signora anziana ha messo da parte 100mila euro in Bot non credo che se gli togli 25 o 30 euro ne avrà problemi di salute. Vediamo...". La patrimoniale invece "non la faremo. L'Imu fu una patrimoniale a tutti gli effetti, il governo Monti la introdusse perché il Paese aveva bisogno di sistemare i conti".

A Renzi però fa da contraltare Angelino Alfano che promette "subito riduzione delle tasse sulle famiglie e sulle imprese" e poi: "L'Italia può farcela davvero".
 
La proposta di aumentare le tasse sui Bot provoca reazioni furiose nel corso della giornata:  "Non è un segnale giusto - dice da Israele Susanna Camusso, segretario della Cgil -. Meglio la patrimoniale perché il rischio di concentrarsi solo sui Bot in quella dimensione significa intervenire solo su un'area di ceto medio che ha già pagato pesantemente in questa crisi".

A bocciarla (con riserva) ci pensa pure Corrado Passera durante la presentazione del piano politico 'Italia Unica'. E di traverso si mette Forza Italia: da Mariastella Gelmini a Mara Carfagna passando per Annamaria Bernini e Daniele Capezzone, in casa Berlusconi il no è unanime. Il consigliere politico del Cav, Giovanni Toti, ha chiosato: "Questo governo è partito male e continua peggio". Dal Nuovo centrodestra, che sta con Renzi nella maggioranza di governo, è Renato Schifani in serata a dire "basta agli aumenti della pressione fiscale". Pur senza mai nominare i Bot, il presidente di Ncd afferma: Sono convinto che, nel campo della politica economica, non si possa più procedere con il fallimentare sistema di un aumento ulteriore della pressione fiscale. Neanche per soddisfare esigenze improrogabili, come la riduzione del costo del lavoro".
 

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