Andrea Orlando, deve stare in guardia.
Don Michele Emiliano, uomo borbonico e levantino, nonché ancora in magistratura è tipo scivoloso, anguillesco e meticoloso nella ricerca del raggiungimento del proprio obiettivo.
Dopo aver agevolmente incartato due “pivellini” come Rossi – Speranza fingendo prima di appoggiarli nella scissione e poi al momento del lancio rimanendo in aereo mentre loro si perdevano nel cielo blu ora punta non tanto Renzi quanto il suo ministro e cioè Orlando.
Emiliano è così bravo nell’arte mimetica che ora si sta, come il Zelig di Woody Allen, trasformandosi rapidamente in Giovane Turco.
Già gli si può notare mezzo turbante e gli abiti orientali più un inquietante orecchino a mezzaluna che fa tanto “pirata di Bisceglie”.
Dicevamo di Emiliano Giovane Turco; eh sì, perché il governatore della Puglia è bravissimo ad imitare modelli vincenti adattandoli alle sue caratteristiche e così sta seguendo la strada che ha portato Orfini ad avere la Presidenza del Partito e il segretariato (sebbene ad interim fino al congresso) e Orlando a divenire prima Ministro dell’Ambiente e poi della Giustizia.
C’è da ricordare anche Martina, Ministro dell’Agricoltura, che le cronache danno in avvenuta separazione a sinistra dagli antichi compagni.
Il metodo di una opposizione “dolce” ma comunque l’unica -come si vede- è stata foriera in passato di ministeri al di là della reale consistenza numerica e quindi Don Michele si è detto: “ e che so’ fesso io?” un po’ in dipietrese (tra parentesi ai tempi di Italia dei Valori ci furono notevoli armonie tra i due e chi scrive ne è stato diretto testimone).
Detto fatto si è costruito l’opposizione: intanto male che andrà avrà sempre il riconoscimento del primo arrivato.
Chiamalo “fesso” a Don Michele…
