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Riforme, Dorina Bianchi (Ncd): “Referendum e Italicum non legati”

Referendum, Area Popolare assicura pieno sostegno al premier Renzi

Intervista di Affaritaliani.it a Dorina Bianchi, sottosegretario al Mibact con delega al Turismo e deputata di Ncd-Area Popolare.

Perché è importante sì al referendum istituzionale di ottobre?
“Il referendum sulla Riforma Costituzionale è importante perché quello degli italiani sarà un si per il cambiamento che si aspetta da oltre 30 anni e che sbloccherà il nostro Paese. Sarà la vittoria dell’Italia che vuole fare in tempi certi. Riusciremo ad ammodernare la nostra Costituzione, a metterla al passo coi tempi, senza modificarne i principi ispiratori. Chi si oppone a tutto questo è affetto dall’immobilismo e preferisce mantenere lo status quo per continuare a dire che tutto va male. Il sì alla riforma migliorerà l’assetto istituzionale e la vita pubblica, snellirà l’iter di approvazione delle leggi con effetti positivi sulla vita quotidiana e ridurrà i costi della politica. Non avremo più un ricorso eccessivo alla decretazione d’urgenza e non ci troveremo più di fronte a una crisi istituzionale come quella del dopo elezioni del 2013 e si abbasserà il livello conflittuale tra Stato e Regioni. Inoltre, a differenza di quanto affermano i detrattori, le garanzie democratiche del sistema costituzionale sono state potenziate con il rilancio delle leggi di iniziativa popolare, il potenziamento del referendum abrogativo, con l’abbassamento del quorum, e l’introduzione del referendum propositivo e di indirizzo. Restano immutate le garanzie e i limiti al potere del Governo che esistono già: il presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, il Csm, la magistratura indipendente dall’esecutivo che non vengono assolutamente toccati”.

“Se vincesse il sì, pensa che possano esserci modifiche all’Italicum?
Per ora la priorità è il referendum sulla riforma costituzionale. L’Italicum è una buona legge che noi abbiamo votato con convinzione che dà la certezza sul vincitore e introduce le preferenze e quindi la possibilità per il popolo di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Non c’è connessione tra il si alla Riforma e la modifica alla legge elettorale. Noi abbiamo auspicato alcune modifiche e valuteremo se ci sarà la possibilità di aprire o meno una discussione successivamente su questo argomento”.

Se vincesse il no, il governo si dimetterebbe e nascerebbe un nuovo governo di larghe intese?
“Il premier Renzi è stato chiaro su questo punto. Ci tengo a evidenziare, però, che il referendum non deve trasformarsi in un voto sul Governo ma deve essere sul futuro del nostro Paese, una scelta tra il cambiamento e la conservazione indipendentemente dalle sorti dell’esecutivo. In caso di una crisi di Governo sarà, come prassi, il Capo dello Stato a valutare la strada più opportuna da seguire”.

Che cosa pensa delle polemiche tra la ministra Boschi e l’Anpi?
“Sono state sollevate polemiche pretestuose che non fanno altro che distogliere l’attenzione dall’aspetto principale che è la riforma. Gli italiani devono essere informati sui contenuti così da votare con coscienza il prossimo ottobre. Proprio su questo mi preme evidenziare un aspetto che riguarda la mia delega al turismo: con la revisione del Titolo V parte delle competenze che ora sono esclusive delle Regione ritornano allo Stato. In questo modo non ci sarà più una frammentazione delle strategie di rilancio del turismo ma una visione unica e organica che rilancerà tutto il prodotto Italia. Sarà più facile promuovere all’estero il Paese con tutte le sue bellezze e non la singola Regione. Dunque, chi solleva polemiche lo fa perché ha argomenti deboli per contrastare un’ottima riforma che ci darà un’Italia nuova e più competitiva”.