Politica
Draghi e Putin, uomini di potere in balia del caso e della follia della storia

Se l’istinto della stupidità prevale, e pur di danneggiare il nemico si danneggia sé stessi, chi può escludere che cada il governo?
Dove va la storia
Forse bisogna concepire il carro della storia come trainato da tre cavalli. Se questi tirano tutti e tre nella stessa direzione, quella sarà la direzione del carro. Ma i cavalli sono liberi di trainarlo in direzioni diverse e ciò conduce a risultati imprevedibili.
Il cavallo più forte, normalmente, è costituito dagli interessi fondamentali e costanti della nazione, poi dal buon senso dei governanti, nella misura in cui opera. In una parola, dalla razionalità.
Ma il secondo cavallo si chiama “caso”. Cioè quei fatti importanti che nessuno ha potuto dominare e che nessuno poteva prevedere. Per esempio, negli ultimi due anni e in tutto il mondo, la pandemia. Ora per giunta abbiamo la crisi del gas e dell’elettricità.
Già qui possiamo fare una distinzione. Per la pandemia non abbiamo colpe, ma per il gas? Il fenomeno è di scala mondiale e di tali proporzioni che sembra impossibile sia giunto assolutamente inaspettato. Un giorno, quando il polverone si sarà calmato, i grandi competenti ci spiegheranno che il fatto era ovviamente “prevedibile”. Ma attualmente i soloni non ci hanno affatto avvertiti e la tegola ci ha colpiti alla nuca, a sorpresa. Né più accuratamente è stata prevista la crisi ucraina le cui conseguenze, di qui a qualche mese, potrebbero essere epocali.
Pare che una volta abbiano chiesto a Harold Macmillan quali fossero stati i massimi problemi incontrati dal suo gabinetto e che egli abbia risposto: “Events, my dear, events”. Gli avvenimenti imprevisti e non voluti, e tuttavia ineludibili: that’s the question.
Il terzo cavallo: Hitler, Mussolini, Putin e l'errore umano
Ma forse quello che stupisce di più per la sua importanza è il terzo cavallo, quello della follia. Non uso la parola come termine tecnico (del resto non lo è) ma come l’insieme degli errori umani. I governanti sono spesso uomini superiori agli altri per intelligenza, cultura, realismo, ma rimangono umani, “troppo umani”: con le loro fissazioni, i loro feticci, le loro ubbie, come tutti noi. Solo che le conseguenze possono essere di tutt’altra scala. Il singolo ha una sua personale concezione del mondo. Purtroppo ciò corrisponde a dire che abbiamo tutti una visione distorta della realtà e che da questo inevitabile errore prospettico possono derivare conseguenze drammatiche per un intero Stato.
