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Politica
Draghi: "Italia non ha futuro senza figli". Papa:"Assegno unico solo l'inizio"
Papa Francesco con il premier Mario Draghi
Lapresse

"Oggi un'Italia senza figli è un'Italia che non ha posto per il futuro, è un'Italia che lentamente finisce di esistere. Per il governo questo è un impegno prioritario". Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, interviene assieme a Papa Francesco agli Stati generali della natalità e assicura l'impegno del governo a sostegno dei giovani, delle donne e delle famiglie, a partire dall'estensione per tutti dell'assegno unico, una misura che Draghi definisce "epocale" e che, promette il premier, sara' rinnovata anche nei prossimi anni.

Gia' prima della pandemia "l'Italia soffriva di un preoccupante e perdurante declino di natalita' - ricorda Draghi - che nell'anno della pandemia si e' ulteriormente accentuato. Nel 2020 sono nati solo 404.000 bambini. E' il numero piu' basso dall'Unita' d'Italia e quasi il 30 per cento in meno rispetto a dieci anni fa. Sempre nel 2020, la differenza tra nascite e morti ha toccato un record negativo: 340.000 persone in meno.

Oggi meta' degli italiani ha almeno 47 anni - l'eta' mediana piu' alta d'Europa". Ma un'Italia senza figli e' "un'Italia che non crede e non progetta, un'Italia destinata lentamente a invecchiare e scomparire, lentamente finisce di esistere", e' l'allarme di Draghi. E quindi il governo "si sta impegnando su molti fronti per aiutare le coppie e le giovani donne, aggiunge, in particolare con l'assegno unico universale, che entrera' in vigore da luglio per i lavoratori autonomi e i disoccupati, che oggi non hanno accesso agli assegni familiari. Nel 2022 - conferma Draghi - la estenderemo a tutti gli altri lavoratori, che nell'immediato vedranno un aumento degli assegni esistenti.

Le risorse complessivamente a bilancio ammontano ad oltre 21 miliardi di euro, di cui almeno sei aggiuntivi rispetto agli attuali strumenti di sostegno per le famiglie". Si tratta di una "trasformazione epocale", che continuera' anche nei prossimi anni, assicura il premier. Draghi ha ricordato anche le misure contenute nel Recovery plan, che "includono la realizzazione di asili nido e scuole per l'infanzia, l'estensione del tempo pieno e il potenziamento delle infrastrutture scolastiche. Un investimento importante nelle politiche attive del lavoro, nelle competenze scientifiche e nell'apprendistato. Nel complesso, queste misure ammontano a venti miliardi circa. Sono cifre mai stanziate prima".

Inoltre, nel decreto che il governo presentera' la settimana prossima "lo Stato garantisce ai giovani gran parte del finanziamento necessario per l'acquisto della prima casa e ne abbatte gli oneri fiscali". "E importante che ci siano decisioni - conclude Draghi - dobbiamo aiutare i giovani a recuperare fiducia e determinazione. A tornare a credere nel loro futuro, investendo in loro il nostro presente". 

Papa Francesco: "Bene l'assegno unico ma sia solo l'inizio"

Bene, benissimo l'assegno unico. Ma sia solo l'inizio di un radicale cambiamento di impostazione: nella politica, certo, ma nell'economia, nella cultura e persino nell'informazione. Papa Francesco e' soddisfatto della prima misura concreta di sostegno in tanti anni a favore di chi, in un'Italia in pieno e buio inverno demografico, si sobbarca il compito di essere (non di tenere insieme) la societa' e di garantire il futuro. Da oltre un anno, pero', lo ripete: dalla crisi del coronavirus non si uscira' uguali a prima. O saremo migliori, o saremo peggiori, Oggi, aprendo gli stati generali della natalita'.

Elenca quello che c'e' da fare per evitare la seconda eventualita'. I dati sulla pandemia migliorano, e' ora di pensare a cosa verra' dopo l'emergenza. In altre parole: si deve cogliere l'occasione per mettere mano a quelle riforme, queste si' veramente strutturali, che segnerebbero un'inversione totale di tendenza dopo decenni di quello che lo stesso Mario Draghi, parlando prima del Pontefice, ha cura di definire un ottimismo poco responsabile.

Anche perché, ricorda introducendo i lavori il forum delle Associazioni Familiari, Gigi De Palo, "c'e' stato un terremoto" e "la natalita' e la politica hanno una cosa in comune: i tempi lunghi". Da cogliere anche un altro inciso nel discorso di De Palo: "dietro questi stati generali non c'e' niente dietro; semplicemente ci eravamo stufati di commentare due ore i dati dell'Istat e poi tutto finiva li'". Come un voler prendere le distanze da altre iniziative che, sullo stesso argomento, hanno avuto luogo in tempi vicini e lontani.

E' il momento, scandisce il Pontefice, di "rimettere in moto l'Italia" a partire dalla promozione della vita e della famiglia. Vedere donne costrette a nascondere la gravidanza sul posto di lavoro e' "vergognoso", ed altrettanto si deve pensare di fronte alle "sabbie mobili" che inghiottiscono la famiglia in un gorgo melmoso di disoccupazione e spese insostenibili. I giovani vorrebbero avere figli, ma sanno che non potranno. Anche la fuga dei cervelli nasce da qui.

 

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