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Effetto lite Grillo-Conte e Salvini-Meloni. Torna il sistema proporzionale

Come cambia il sistema di voto con le liti tra e nei partiti

Effetto lite Grillo-Conte e Salvini-Meloni. Torna il sistema proporzionale
elezioni politiche
Uno degli effetti della guerra tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo, che porterà quasi certamente alla scissione nel Movimento 5 Stelle, è la spinta verso il ritorno al sistema elettorale proporzionale e il superamento dei collegi elettorali. Fonti qualificate del Pd, in stretto contatto con le varie anime dei pentastellati, spiegano come la probabile separazione tra…

Uno degli effetti della guerra tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo, che porterà quasi certamente alla scissione nel Movimento 5 Stelle, è la spinta verso il ritorno al sistema elettorale proporzionale e il superamento dei collegi elettorali. Fonti qualificate del Pd, in stretto contatto con le varie anime dei pentastellati, spiegano come la probabile separazione tra il garante del M5S e l’ex presidente del Consiglio renderà più difficile la costruzione di un’alleanza politica ed elettorale, un’operazione a questo punto quasi impossibile. Enrico Letta sa che per battere nel 2023 il fronte delle destre serve la massima convergenza, ma mettere insieme Grillo, Conte, Renzi, Calenda e Bersani è qualcosa di impensabile e inimmaginabile.

Con il proporzionale, invece, ognuno corre per sé e solo dopo la chiusura delle urne si formeranno maggioranze in Parlamento in base ai numeri elettorali. A dar manforte a questa tesi è anche la sfida continua tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il Centrodestra si sta coprendo di ridicolo di fronte al Paese e agli elettori con l’incapacità totale di trovare un candidato comune per le prossime elezioni comunali a Milano, Bologna e Napoli. Uno spettacolo che sta facendo infuriare tantissimi elettori moderati e conservatori. Di fronte a questa situazione di totale lacerazione, come può il Centrodestra trovare l’accordo sui candidati in 200 collegi elettorali tra Camera e Senato (quelli previsti con il Rosatellum in vigore attualmente)? Impossibile.

Salvini farebbe valere i dati delle Europee del 2019 mentre Meloni porterebbe i sondaggi con Fratelli d’Italia ormai appaiata alla Lega, se non davanti. La possibilità di trovare un’intesa sarebbe insomma pari a zero. Ecco che anche nel Centrodestra, in tutte le sue anime, si fa avanti l’ipotesi che il proporzionale sia la scelta migliore. Ma con un’unica eccezione, che ci sia un premio di maggioranza alla coalizione che arriva prima che garantisca la governabilità. In cambio il Pd chiederà una soglia di sbarramento intorno al 4-5% e l’introduzione delle preferenze al posto delle liste bloccate attualmente in vigore. Preferenze che sono anche una storica battaglia della destra meloniana.