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Politica
Egitto, un paese da dimenticare come meta turistica per gli italiani
Foto presa dall'utente twitter Topking581

Orbene nel rapporto dell’Italia con l’Egitto ci sono ormai due pietre che sembrano essere tombali.

La prima è rappresentata dall’omicidio di Giulio Regeni commesso nel paese arabo tra gennaio e febbraio 2016. Regeni, dottorando italiano dell'Università di Cambridge venne rapito il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir, e ritrovato senza vita il 3 febbraio nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani. Inutili tutte le proteste del Governo italiano per avere risposte credibili e la punizione dei colpevoli. Siamo stati rimbalzati peggio di palle di gomma.

La seconda è la vicenda di Patrick Zaki, lo studente egiziano all’università di Bologna arrestato al Cairo e portato in carcere senza alcuna ragione. Il carcere preventivo rinnovato di 45 giorni in 45 giorni è un altro pesante schiaffo al nostro paese. Le condizioni del ragazzo, secondo il suo avvocato, sono ormai ritenute allo stremo.

Detto questo un fatto è evidente: l’incapacità del nostro Governo, della nostra diplomazia e del nostro Ministro degli Esteri a farsi sentire. Se porgi l’altra guancia ad un paese totalitario e forte con i deboli come l’Egitto non devi aspettarti altro che una maggiore prova muscolare. Prova muscolare e violenta totalmente insensibile alla richieste italiane.

A questo punto a livello politico soltanto un protagonista da “novanta” potrebbe aiutare a risolvere positivamente la situazione, almeno quella dell’ostaggio vivo Zaki, e sarebbe l’intervento diplomatico degli Stati Uniti che, sull’Egitto pesano in maniera sostanziale. Ma questa soluzione è molto difficile in quanto una richiesta di aiuto sarebbe mettere la firma sul fallimento della nostra politica estera in questo delicatissimo frangente.

Quindi che si potrebbe fare?

Se non ci riesce il Governo ci provino gli italiani per provare a sbloccare qualcosa toccando il paese arabo sul portafoglio del turismo. Basta Egitto per il turismo italiano.

Gli italiani sono da poco sono tornati in Egitto, sulle spiagge del Mar Rosso e nelle città d’arte, secondo i dati dell’ente del turismo egiziano. Sempre secondo la stessa fonte nel 2018 sono arrivati in Egitto oltre 11 milioni di turisti di cui mezzo milione dall’Italia con un incremento del 40% rispetto all’anno precedente.

Nelle aspettative dell’ente egiziano oltre mezzo milione di italiani dovrebbero visitare un paese che ci sta prendendo a schiaffi. Bene se il turismo vale per l’Egitto oltre il 20% del PIL perché l’Italia non risponde alle angherie egiziane semplicemente non andando più nel paese come turisti fino a quando uno studente innocente non verrà trattato nel rispetto dei diritti umani.

Una posizione dura fino a quando non ci saranno segnali di democrazia seria e di rispetto dei diritti.

Ma noi italiani saremmo capaci di dimostrare in concreto quello che invece sappiamo fare solo con le chiacchiere, chiacchiere che, adesso, nemmeno al bar si possono fare?

 

 

 

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