Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Referendum: Presidente Mattarella, io voterò NI

Referendum: Presidente Mattarella, io voterò NI

Referendum: Presidente Mattarella, io voterò NI
mattarella 02

Di Giovanni Esposito

Egregio Presidente della Repubblica On. Sergio Mattarella,
da amante della democrazia rappresentativa, le campagne referendarie non hanno mai suscitato, in me, grande interesse. L’attuale tornata, però, ha fatto sì che lo scetticismo si trasformasse in avversione.
Ebbene, al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, metterò una “X” sia sul “SI” sia sul “NO”, annullando, quindi, la scheda; ciò nonostante escludo che mi si possa annoverare fra i cattivi cittadini. È una scelta sofferta, ma non irresponsabile: invero, se lo fosse, non mi presenterei al seggio. Né disobbedienza, né ammutinamento, né diserzioni; è una manifestazione di dissenso civile e civico.
Egregio Presidente, mi perdoni l’insolenza, ma il popolo degli (s)costituzionalisti, con le argomentazioni del (pseudo)merito, ad ancora 2 mesi dall’evento, già, mi ha logorato.

Entrambi gli schieramenti, per una riformicchia, hanno oltrepassato il punto di non ritorno, scomodando morti, prevedendo l’imponderabile, minacciando sciagure bibliche, citando poeti e detti latini; al fine, esclusivo, di raccontare balle colossali ad un popolo di psicotici che, pare, sia maestro, solo nelle arti del dividersi e dell’arrangiarsi.

In questo guazzabuglio dove, verità e mistificazione, enfatizzazione ed attenuazione, efficienza ed efficacia, si confondono, finanche, nelle titubanti motivazioni dei contrapposti promotori, vi è l’emersione della sola certezza: la libera e trasparente manifestazione della volontà popolare è, irrimediabilmente, compromessa. In altri termini, se scopo della consultazione è interpellare l’elettorato, al fine di conoscerne la, consapevole, opinione, il risultato di questo referendum, politicamente, è da ritenersi, totalmente, inattendibile.
Al contempo, nonostante la buona volontà, non sono riuscito a comprendere la ratio di sottoporre, con un unico quesito, il “tutto o niente”: infatti, trovando, alcuni punti novellati, la mia condivisione ed altri no, rifiuto la rassegnazione di affidare la decisione finale alla sorte.

Tutto quanto ciò premesso, se anche volessi sottrarmi a queste obiezioni preliminari, trovandomi, da solo, in cabina elettorale, dovrò concluderne che la seconda parte della nostra Costituzione andrebbe sì sottoposta ad un intervento di manutenzione, ma quella proposta non è ciò che io desidero per l’Italia.
L’equilibrio tra stabilità, governabilità e rappresentatività è un teorico enunciato, demandato, nella sostanza, alla legge elettorale, emendabile con legge ordinaria e separatamente dalla Costituzione. Mi si chiede, quindi, di esprime giudizio su un principio, di cui, però, mi è sottratta la consapevolezza della portata pratica.
Mi viene preclusa la possibilità di poter eleggere direttamente il Capo del Governo e quello dello Stato.
Mi viene chiesto di confermare, ai politicanti, il libero arbitrio di poter effettuare ribaltoni in Parlamento, al fine di sconfessare gli equilibri usciti dall’urna.

Il solco fra Regioni a statuto ordinario, rispetto a quelle speciali, con le iniquità consequenziali, minerà l’unità nazionale e l’equilibrio del sistema perequativo fiscale.
Egregio Presidente, nella mesta presa di coscienza che, qualunque sia l’esito di questa consultazione, il declino, il malcostume, il malaffare e la corruzione del nostro Paese non saranno in pericolo, la coscienza mi suggerisce di votare “NI”.