‘Surreale il Governo ombra del M5S prima del voto’ così Paolo Gentiloni ha bollato il gruppo di tecnici che Luigi Di Maio ha presentato ieri nominandoli ministri del suo Governo in caso di vittoria. E su questo l’esponente PD ha aggiunto che, solo nella tradizione anglosassone, è normale la presentazione di una squadra ma quella che andrà all’opposizione e non in cabina di regia.
E Matteo Renzi,dal canto suo, ha rincarato la dose dando al giovane leader pentastellato la patente di ‘incompetente a guidare il paese’.
Certamente la duplice mossa di Di Maio, conferenza di presentazione e invio della lista dei ministri al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha rappresentato una novità assoluta, un qualcosa di inconsueto nel percorso tradizionale verso la costituzione di un Governo. Nulla di male, solo non tradizionale.
In fondo pero’ nella scelta del Movimento c’è sicuramente qualcosa di positivo: la voglia cioè di ricerca della trasparenza. Una trasparenza che dovrebbe aiutare il cittadino a vedere in faccia la totalità della squadra che potrebbe o meno scegliere di votare.
Elezioni 2018, Di Maio presenta i suoi ministri: un governo ombra di tecnici
Quello che però inquieta osservando il gruppo di economisti , professori e tecnici e guardando i loro percorsi (praticamente tutti di provenienza di sinistra) viene subito in mente un modello di Governo che, nel nostro paese, è stato una disgrazia per molti o una fortuna per altri. In ogni caso un’esperienza da non ripetere.
Pur con tutto il rispetto per le professionalità di ognuno di loro, guardando questo gruppo di tecnici, viene in mente purtroppo un altro gruppo di tecnici che, in tempi diversi, si resero responsabili di operazioni pesanti sulla pelle degli italiani.
Nessuno infatti si può’ dimenticare il Governo di super professori e tecnici guidati dal numero uno della prestigiosa università Luigi Bocconi di Milano, il professor Mario Monti.
Sulle ali del ‘ce lo chiede l’Europa’ Monti creo’ una specie di governo del ‘rigore assoluto’ con la guardia di finanza sguinzagliata alla ricerca di auto, barche e scontrini.
Elezioni 2018. Il difficile Governo Monti
Probabilmente non ci furono molte entrate in più ma di certo il mondo della nautica venne affossato e il mercato dell’auto non ne trasse grande beneficio.
Solo due semplici esempi di un’esperienza che, per molti italiani, fu quasi da incubo.
E come non dimenticare qualcuno degli altri ‘illuminati’ che gli stavano accanto.
In primis Elsa Fornero che , in nome del salvataggio del paese, fece coniare il disastroso vocabolo di esodati.
Gente gettata sulla strada allo sbaraglio senza lavoro e senza pensione.
E passando sopra all’infelice battuta dei’bamboccioni’, giovani che si videro colpevolizzati di restare in famiglia in un mercato del lavoro che, all’epoca, era praticamente in agonia.
E poi Corrado Passera, l’enfant prodige del sistema bancario che, lanciatosi in politica, ne uscì dopo qualche anno, privo dei successi di quando guidava banche.
E solo altri due, sempre per non dimenticare, Anna Maria Cancellieri e Fabrizio Barca.
Ecco un’esperienza che, nata in un drammatico momento di crisi, sarebbe da autolesionisti voler ripetere.
Il paese oggi è in una situazione assolutamente diversa, è in crescita con i dati economici che evidenziano sicuramente un cambio di rotta.
Certo non godiamo della stessa velocità di crescita di altri paesi europei ma la disoccupazione è in lieve calo, la produzione industriale è in crescita e ‘udite udite’, come sostenuto da Gentiloni, pure il debito pubblico manifesta un lieve calo.
Ed allora avere al Governo un gruppo di buoni tecnici sconosciuti, qualcuno dei quali ha fatto pure qualche breve apparizione nei passati governi di sinistra, non sembra essere l’idea vincente.
Il Paese ha bisogno si di competenze tecniche ma pure di politici riconosciuti a livello internazionale, con esperienza politica certificata. Politici che hanno un seguito, hanno idee, meglio se nuove e sfidanti.
Politici che possano permettere al paese di continuare la risalita evitando l’isteria di voler cancellare con un colpo di spugna tutto il passato.
Politici che non perseguano a tutti i costi le bandiere del giustizialismo e del solidarismo a 360 gradi. Un solidarismo che favorisce tutti, meno che gli italiani.
Di questi politici forse l’Italia ha un gran bisogno, di super tecnici molto meno.
