La legge elettorale non è stata adeguata alla riduzione del numero dei parlamentari
Niente elezioni nella primavera del 2022. Una vera e propria bomba politica che ridisegna completamente tutti gli scenari scritti e ipotizzati finora, anche da leader di partito e parlamentari, e che si intreccia direttamente con l’imminente partita per l’elezione del presidente della Repubblica. Praticamente tutti i politici, nei loro ragionamenti sul Quirinale, vedono come uno spauracchio o come un sogno il ritorno alle urne ad aprile o maggio, peccato che tecnicamente non sia possibile andare a elezioni anticipate. Anche se nessuno lo dice e/o molti nemmeno lo sanno. Il motivo? Molto semplice.
Dopo la riduzione del numero dei parlamentari (400 deputati e 200 senatori), approvata con referendum popolare, non è stata adattata la legge elettorale alla nuova composizione di Camera e Senato. Il Rosatellum, come noto, prevede una parte di maggioritario con collegi uninominali che attualmente sono disegnati su 630 deputati e 315 senatori.
Anche se i collegi nazionali sono stati ridisegnati alla fine del 2020, molti dimenticano che c’è anche una parte della legge elettorale che riguarda i deputati e i senatori eletti nelle circoscrizioni estere che nessuno ha rivisto dopo il taglio dei parlamentari. E per aggiustare la parte che riguarda gli eletti nel mondo, sia alla Camera sia al Senato, occorre ancora più tempo che per ridisegnare i collegi elettorali presenti sul territorio nazionale. In definitiva, tecnicamente non ci sarebbero mai e poi mai i tempi per adeguare la legge elettorale (pur senza modificarne l’impianto misto tra proporzionale e maggioritario-uninominale) alla riduzione del numero dei parlamentari.
Chi teme o spera nelle elezioni dopo la partita del Quirinale sta facendo i conti senza l’oste. In particolare è l’ipotesi Mario Draghi al Colle a far temere (o sperare) le urne. Ma non sarebbe comunque così, almeno non prima di settembre-ottobre, proprio perché tecnicamente non è possibile votare in primavera. Una variabile fondamentale che nessuno sta valutando in queste fasi concitate di preparazione alla sfida per eleggere il successore di Sergio Mattarella.


