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Elezioni Usa, Turco (M5S): “Guerre e riarmo bocciati dai cittadini. Ora anche in Italia è tempo di cambiare”

Il senatore del M5s rilancia le priorità: reddito di cittadinanza, salario minimo, taglio delle tasse e sostegno a salari e pensioni

Elezioni Usa, Turco (M5S): “Guerre e riarmo bocciati dai cittadini. Ora anche in Italia è tempo di cambiare”

“Il voto americano manda un messaggio politico forte e chiaro al mondo intero, in particolare all’Europa e all’Italia. I cittadini sono stanchi delle guerre, della corsa al riarmo e di politiche economiche che alimentano il carovita, scaricando i costi delle crisi su famiglie e lavoratori. È una richiesta di pace, giustizia sociale e maggiore sicurezza economica che non può più essere ignorata”.
Così il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e delegato alle Politiche economiche e fiscali, commenta ad Affaritaliani i risultati delle elezioni americane di midterm, che hanno visto i Democratici conquistare il controllo della Camera e del Senato, infliggendo una pesante sconfitta politica a Donald Trump.

“La sconfitta di Trump dovrebbe far riflettere anche Giorgia Meloni, che ha legato le proprie scelte politiche a quelle del presidente americano, condividendone strategie e priorità. Milioni di cittadini chiedono salari dignitosi, pensioni adeguate, meno tasse e servizi pubblici efficienti. Il Governo italiano, invece, continua a privilegiare il riarmo, lasciando famiglie e imprese sole davanti al carovita e a una sanità pubblica sempre più in difficoltà. Il messaggio che arriva dagli Stati Uniti è semplice: nessuna propaganda può nascondere il fallimento delle politiche economiche e sociali. Anche in Italia è tempo di cambiare. È tempo di mandare a casa Giorgia Meloni”, afferma Turco.

L’unità del fronte progressista

Il successo dei Democratici americani rilancia anche in Italia il tema dell’unità delle forze progressiste. Riuscirà il campo largo a superare le divisioni e a costruire un’alternativa credibile al centrodestra? Il vicepresidente del M5S risponde: “L’unità del fronte progressista si costruisce attorno a un progetto politico credibile, non a una semplice alleanza elettorale. Lavoriamo da tempo su temi concreti sui quali esiste già un’ampia convergenza. Completeremo il programma e saranno i cittadini a scegliere il leader più competitivo, capace di interpretare questo progetto e sconfiggere Giorgia Meloni”.

Tra le priorità del Movimento figura il contrasto alla povertà, a partire dal Reddito di cittadinanza 2.0, rafforzato attraverso politiche attive del lavoro, percorsi di formazione professionale, coinvolgimento di imprese ed enti locali e una riforma delle agenzie per il lavoro. “Non possiamo abbandonare milioni di persone alla povertà e alla precarietà. Serve uno strumento che garantisca protezione sociale a chi ne ha bisogno e concrete opportunità di inserimento lavorativo agli occupabili, attraverso una formazione realmente collegata alle esigenze dei territori e delle imprese. È una proposta sulla quale registriamo una crescente convergenza nel fronte progressista, anche da parte di esponenti del Partito democratico e persino di Italia Viva”.

Turco richiama quindi i dati sulla povertà: “In Italia oltre 5,4 milioni di persone vivono in povertà assoluta, tra cui più di 1,1 milioni di minori. Quasi 8,7 milioni sono invece in condizioni di povertà relativa. Numeri che fotografano un’emergenza sociale alla quale il Governo Meloni non sta dando risposte adeguate. Non possiamo accettare un Paese in cui persino lavorare non garantisce una vita dignitosa”.

Il programma economico del M5S

Il programma economico del Movimento 5 Stelle va però ben oltre il Reddito di cittadinanza. “Abbiamo costruito un progetto economico orientato alla crescita, alla giustizia sociale e fiscale e alla tutela del potere d’acquisto. Tra le priorità figura l’istituzione di un Fondo Sovrano nazionale, capace di mobilitare fino a 100 miliardi di euro di investimenti strategici per rilanciare la competitività delle imprese, l’innovazione e lo sviluppo del Paese, oggetto di una proposta di legge a prima firma del presidente Giuseppe Conte alla Camera e mia al Senato. A questo affianchiamo il salario minimo, il sostegno alle pensioni e un grande piano di riduzione delle tasse su lavoro e imprese”, spiega il senatore.

Uno degli interventi riguarda il contrasto al fiscal drag, il drenaggio fiscale che, in presenza dell’inflazione, può far aumentare il prelievo sui redditi nominali senza un corrispondente incremento del potere d’acquisto. “Per contrastarlo abbiamo presentato una proposta di legge a mia prima firma che introduce una scala mobile fiscale, attraverso l’adeguamento automatico all’inflazione degli scaglioni IRPEF e delle detrazioni. Vogliamo evitare che gli aumenti nominali di salari e pensioni, spesso necessari soltanto a recuperare il costo della vita, si traducano in maggiori imposte. È una misura di equità fiscale per tutelare lavoratori, pensionati e titolari di redditi da attività individuali”.

Grandi ricchezze finanziarie e speculazione: le risorse per tagliare le tasse

Per finanziare la riduzione della pressione fiscale, il M5S propone l’istituzione di un Fondo Taglia Tasse su lavoro e imprese, alimentato da due nuove misure. La prima è l’Imposta sulle Grandi Attività Finanziarie (IGAF), con aliquote progressive dallo 0,4 all’1% applicate esclusivamente alla quota di attività finanziarie delle persone fisiche eccedente un milione di euro, escludendo conti correnti, libretti di risparmio e depositi bancari. La seconda prevede un’imposta aggiuntiva del 3% sugli utili netti delle operazioni di trading algoritmico ad alta frequenza, limitata alla quota di profitti superiore a 2,5 milioni di euro.

“Il principio è semplice: chiedere un contributo maggiore alle grandi ricchezze finanziarie e ai profitti della speculazione per ridurre le tasse a chi lavora e produce. Le due proposte legislative, entrambe a mia prima firma, potrebbero generare, secondo le nostre stime, almeno 5-6 miliardi di euro da destinare alla riduzione strutturale della pressione fiscale”. Tra gli obiettivi figurano l’innalzamento della no tax area fino a 20.000 euro e l’introduzione del cashback fiscale, per restituire direttamente ai contribuenti le detrazioni spettanti.

“Vogliamo ampliare la fascia di reddito esente dall’IRPEF fino a 20.000 euro e introdurre un meccanismo che consenta di accreditare direttamente sul conto corrente il valore delle detrazioni per le spese effettuate con pagamenti elettronici, a partire da quelle sanitarie. La nostra alternativa economica è chiara: meno tasse sul lavoro, salari dignitosi, sostegno alle imprese, investimenti strategici e maggiore giustizia sociale. Mentre il Governo Meloni destina risorse crescenti al riarmo e lascia indietro famiglie e lavoratori, noi vogliamo rimettere al centro le persone e l’economia reale. È su queste priorità che costruiremo, insieme alle altre forze progressiste, l’alternativa di governo di cui l’Italia ha bisogno”, conclude Turco.

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