“Che la Lega stia cambiando è vero, ma noi in Lombardia li conosciamo bene: non ci sono ragioni per essere particolarmente ottimisti. Il punto è che non si capisce dove i leghisti vogliano andare a parare. Con queste parole il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Partito Democratico ed ex viceministro dell’Economia, intervistato da Affaritaliani.it, commenta le parole a La Piazza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano su Matteo Salvini e sulla Lega.
“Da una parte assistiamo alla rincorsa affannosa di Salvini che insegue la Meloni su tutti i cavalli di battaglia sovranisti, dalla sicurezza all’immigrazione fino all’euro scetticismo. Senza cavare un ragno dal buco, a dire il vero: ogni volta finisce per sbattere contro il muro di Draghi. Dall’altra c’è la Lega di governo alla Giorgetti, che ha una visione abbastanza lontana dall’estrema destra alla Orban e che cerca di continuare a rappresentare il blocco produttivo del Nord. Questa parte della Lega è in evidente imbarazzo di fronte a vicende come quella di Durigon ma è troppo timorosa di mettere apertamente in discussione il Capitano. Almeno per il momento”.
“Di fatto, l’esperienza del governo Draghi sta mettendo a nudo tutte le contraddizioni della destra italiana, sia quella di governo che quella di opposizione. Questa tensione è destinata a crescere. E le prossime Amministrative potrebbero segnare un punto di svolta”, conclude Misiani.


