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Politica
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Una segreteria "inclusiva, rinnovata quasi per intero, pronta per il lavoro immediato. Tutto e' opinabile ma penso che sara' una buona segreteria". Cosi' Guglielmo Epifani ha presentato alla direzione i nomi scelti per affiancarlo "fino alla fine del congresso". Si tratta di Roberta Agostini, Enzo Amendola, Fausto Raciti, Cecilia Carmassi, Matteo Colaninno, Alfredo D'Attorre, Antonio Funiciello, Luca Lotti, Andrea Manciulli, Katiuscia Marini, Alessia Mosca, Pina Picierno, Deborah Serracchiani, Simone Valiante, Davide Zoggia. "Gli incarichi saranno dati a ciascun membro alla prima riunione di segreteria. I forum continueranno il lavoro fino al congresso. Sostituiremo i presidenti dimessi, da Violante ad Anna Maria Carrozza ad Andrea Orlando. In questo modo possiamo cominciare a lavorare".

Il congresso del Pd va tenuto "entro l'anno". Lo ha detto Guglielmo Epifani parlando alla direzione del partito. "Il congresso deve essere l'occasione per rilanciare l'idea, la visione, la cultura, l'identità politica, il progetto dei democratici italiani. Va tenuto nei tempi previsti, comunque entro l'anno. Non c'è un motivo per rinviarlo. Va però preparato bene e dal basso".

Per il segretario Pd, poi, bisogna eliminare dallo statuto Pd l'automatismo tra segretario e candidato premier della coalizione e definire i criteri di elezione del leader del partito: "Dobbiamo affrontare quattro temi. Il primo: separare il ruolo del segretario da quello del capo della coalizione, senza più coincidenza. La contestualità è stata superata nelle scorse primarie ed è improponibile oggi, dal momento che abbiamo alla guida del governo Enrico Letta, che era il nostro vicesegretario fino al mese scorso".

In secondo luogo, "credo che sia opportuno partire con i congressi di base, avviando la discussione e il confronto sulla base di un documento costruito su temi essenziali ed eleggendo i segretari territoriali. Terzo, dobbiamo prevedere organismi più snelli, sedi di discussione e decisione con presenze dai territori. Infine, dobbiamo definire criteri e platea per le primarie per il segretario nazionale".

Inoltre è "indeludibile" la riforma del finanziamento ai partiti, ma è necessario "correggere" il ddl del governo, ha spiegato Epifani. "La riforma è un passaggio ineludibile. In tutta Europa il finanziamento pubblico è presente. Dopo il referendum, avremmo dovuto passare ad un finanziamento da realizzare attraverso la fornitura di servizi. Il sistema tedesco ne è un esempio. Il cattivo uso del finanziamento da parte di alcuni ha determinato un sentimento di ripulsa generalizzato.

Il segretario Pd ha aggiunto: "Il governo ha presentato il suo disegno di legge. Penso che bisognerà correggerlo prevedendo un tetto per le donazioni e modificando il sistema del 2 per mille. Ai nostri dipendenti che sono giustamente preoccupati e che chiedono un tavolo di confronto e di lavoro comune per affrontare questa fase garantiamo che il tavolo ci sarà, nella responsabilità di tutti".

Infine il Pd non deve farsi coinvolgere in una "spirale" nella discussione sulle riforme, bisognerà tenere "un seminario", poi un dibattito in "direzione" e quindi una "consultazione degli iscritti", il tutto "lasciando fuori il governo e il presidente della Repubblica". "Fermiamoci un attimo, senza cadere in una spirale che non ci porterebbe a fare le riforme o a non farle al meglio. Se ne deve discutere seriamente nelle sedi competenti, con gli argomenti giusti, con i tempi giusti e nell'ordine giusto. Non diventiamo tifosi. Al primo posto, il superamento del bicameralismo. Al secondo la riforma del Titolo V della Costituzione, nella difesa del ruolo delle Regioni. Al terzo, la forma governo e la legge elettorale".
 

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