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Politica
Esclusiva/ Silvio Berlusconi ad Affaritaliani.it: "Probabile che l'Italia esca dall'euro"

di Alberto Maggi

"Il futuro dell'Italia è fuori dall'euro? Spero di no, ma temo di sì. Se l’uscita dall’Euro non è un evento auspicabile, è tuttavia un evento probabile". Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un'intervista esclusiva ad Affaritaliani.it, torna ad attaccare Ncd: "In loro, l’amore per la poltrona è superiore all’amore per il Paese". Infine, sulla figlia Marina: "Farò tutto il possibile perché non scenda in politica". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Che percentuale si aspetta per Forza Italia alle elezioni europee del 25 maggio?
Una legge irragionevole, voluta come tante altre dalla sinistra, vieta di rendere noti i risultati dei sondaggi nella settimana precedente alle elezioni. Quindi posso dire soltanto che prevedo un risultato migliore di quello delle elezioni politiche dello scorso anno. Lo dico non soltanto sulla base dei sondaggi, ma anche – anzi soprattutto – perché avverto ogni giorno di più, man mano che la campagna elettorale va avanti, l’entusiasmo e anche l’affetto della gente negli incontri ai quali partecipo, e a quelli ai quali posso collegarmi solo telefonicamente per effetto delle limitazioni impostemi dalla magistratura. (Gli italiani sono un popolo deluso, arrabbiato, ma consapevole. Un popolo che vuole il cambiamento, non il caos, in Italia e in Europa).

Crede che il futuro dell'Italia sia fuori dall'euro come sostengono Lega e Fratelli d'Italia?
Spero di no, ma temo di sì.
L’Euro è una moneta nata male, con un tasso di cambio sfavorevole all’Italia, accettato dal Governo Prodi. E’ una moneta che non ha alle spalle una banca centrale in grado di svolgere una funzione simile per esempio a quella della FED per gli Stati Uniti, cioè la funzione di immettere liquidità nell’economia per uscire dalla crisi, di garantire il debito sovrano degli stati, di fungere da prestatore di ultima istanza. Grandi paesi che pure fanno parte dell’Unione Europea, come la Gran Bretagna, stanno fuori dall’Euro, e le loro economie non ne soffrono.
Questo significa che dovremmo uscire dall’Euro? Non credo. L’uscita dall’Euro avrebbe effetti economici imprevedibili e pericolosi, ed effetti politici dirompenti. L’uscita di un grande paese come l’Italia metterebbe in pericolo non solo la moneta unica, ma la stessa costruzione dell’Unione Europea. E questo sarebbe un male per tutti.
Ma se l’uscita dall’Euro non è un evento auspicabile, è tuttavia un evento probabile. Il sistema Euro non reggerà a lungo se la Banca Centrale Europea continuerà a gestire l’Euro in base alle sole esigenze, interessi o opinioni della Germania e di pochi altri paesi del Nord Europa. Succederà che molti paesi saranno costretti dalla realtà economica a riprendersi la sovranità monetaria abbandonando l’Euro. Quindi se non ci sarà un rapido cambiamento di rotta nella politica economica e monetaria l’intero sistema crollerà, e questo sarà un male per tutti, per noi ma anche per la Germania. Noi lavoriamo per questo cambiamento di rotta, che significa cambiare le missioni della BCE, ma anche rompere alcuni vincoli che l’Europa impone, e che uccidono la ripresa, come il tetto al 3% del rapporto deficit/PIL o il Fiscal Compact, che è l’obbligo di ripianare in tempi molto rapidi il debito pubblico. Insomma, noi vogliamo cambiare l’Europa per salvarla e non per distruggerla.

Un elettore moderato perché dovrebbe votare Forza Italia e non Ncd-Udc?
Ci sono diverse ottime ragioni. La più ovvia è che noi siamo all’opposizione e loro fanno parte di un governo di sinistra. Non è una differenza da poco, visto che il Governo Renzi, nonostante il viso simpatico e giovane del premier, è un governo di sinistra a tutti gli effetti, che sta aumentando le tasse agli italiani, e sta perdendo di credibilità di giorno in giorno, dopo aver inondato gli italiani di promesse che non è in grado di mantenere. Non lo diciamo noi, lo scrivono, fra gli altri osservatori indipendenti come i professori Giavazzi e Alesina sul Corriere della Sera. E d’altronde non è un caso che tutti gli indicatori economici usciti in questi giorni siano peggiorati rispetto a quelli del nostro governo 2008-2011, sconfessando così l’ottimismo di facciata del governo. Di fronte a queste cifre, e senza un radicale cambiamento di rotta, dopo le elezioni sarà inevitabile una manovra economica di lacrime e sangue, che impoverirà ancora di più gli italiani. Altro che 80 euro! Il fatto che esponenti politici che vengono da una cultura moderata, da una storia di centro-destra, abbiano reso possibile e continuino a rendere possibile tutto questo, si spiega in un solo modo. In loro, l’amore per la poltrona è superiore all’amore per il paese.
E poi disperdere il voto a piccoli partiti, che in Europa, ammesso che riescano ad arrivarci superando la soglia del 4%, porteranno pochissimi deputati, che saranno del tutto ininfluenti significa sprecare il voto e gettarlo dalla finestra. Non saranno in grado di incidere nella grande realtà del Parlamento Europeo.

Pensa che sua figlia Marina Berlusconi possa essere un ottimo candidato premier contro Matteo Renzi alle prossime elezioni politiche? E quando voteremo secondo lei per il Parlamento italiano?
Penso che si voterà presto, perché sarà lo stesso PD a impedire a Renzi di fare quello che dice di voler fare, e sarà la situazione economica a imporre comunque una svolta. Chi sarà il candidato premier del centro-destra non lo so e non lo voglio indicare, per una ragione persino ovvia. La leadership in politica non si regala, non si consegna e non si lascia in eredità. La leadership si conquista sul campo, attraverso il consenso degli elettori. Decideranno quindi gli elettori al momento opportuno.
Mi viene chiesto spesso se il candidato potrebbe essere Marina. L’ho già detto con chiarezza: sono convinto che Marina abbia tutte le qualità per fare politica. La competenza, la determinazione, la sensibilità necessarie, ma personalmente farò tutto il possibile perché questo non avvenga. Questo per due ragioni: perché sta facendo molto bene in azienda, dove sarebbe difficile sostituirla, e soprattutto perché da padre non la vorrei davvero vedere esposta a tutto quello che ho dovuto subire io, in termini di aggressione personale, familiare, giudiziaria.
In ogni caso il problema non è all’ordine del giorno.

@AlbertoMaggi74

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