Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti
Editore Marcello Antelmi

Home » Politica » Ex Ilva, chiusi tutti gli impianti dell’area a caldo. Decaro: “Per Taranto un futuro con fabbrica green e altri investimenti”

Ex Ilva, chiusi tutti gli impianti dell’area a caldo. Decaro: “Per Taranto un futuro con fabbrica green e altri investimenti”

Le procedure di spegnimento degli altiforni sono iniziate negli scorsi giorni dopo la pronuncia della CoUrte di Cassazione

Ex Ilva, chiusi tutti gli impianti dell’area a caldo. Decaro: “Per Taranto un futuro con fabbrica green e altri investimenti”

“Da questa mattina non c’è più nulla di acceso. Tutti gli impianti dell’area a caldo sono stati spenti”. Lo avrebbe detto, secondo quanto si apprende, il direttore generale di Acciaieria d’Italia in amministrazione straordinaria Maurizio Saitta ai sindacati durante l’incontro al ministero del Lavoro sulla cassa integrazione. Le procedure di spegnimento degli altiforni sono iniziate negli scorsi giorni dopo la pronuncia della CoUrte di Cassazione, che ha confermato il decreto dei giudici di Milano che stabiliva lo stop dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto.

Le parole di Decaro

 “Oggi si pone il tema di dare un futuro, una prospettiva a Taranto che è quella di mantenere l’occupazione. La cassa integrazione, gli incentivi all’esodo e il decreto in discussione adesso al Senato non bastano”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, in una intervista a Sky TG24 parlando dell’ex Ilva di Taranto, dove è in corso lo spegnimento dell’area a caldo dopo la sentenza della Cassazione. “Taranto – dice Decaro – è la provincia che più mi preoccupa da presidente della Regione”, ricordando che “i dati che sono a disposizione della Regione dal punto di vista epidemiologico sono molto preoccupanti, abbiamo un’incidenza di malattie polmonari, malattie cardiovascolari, di tumori al polmone, che hanno una percentuale che va tra il 10 e il 20% in più rispetto alla media regionale nella zona tra Taranto e Statte, che sono i due comuni dove c’è l’insediamento dell’Ilva”.

“Quindi – continua Decaro – chiediamo un impianto siderurgico green, decarbonizzato come in altre parti d’Europa e d’Italia, che non inquini, non metta a repentaglio la salute di nessuno; chiediamo al governo di inserire Taranto tra le aree di accelerazione delle attività produttive; chiediamo che ci siano anche delle agevolazioni maggiori da parte dello Stato per chi si insedia a Taranto e poi abbiamo chiesto, ma questo è già nel decreto, che ci siano agevolazioni per le aziende che assumono il personale, quello diretto indiretto e dell’indotto che è stato occupato nell’Ilva”. “Io credo – conclude – che ci sia bisogno di una fabbrica che non inquini, ma anche di altre fabbriche, di altre attività produttive a Taranto, fermo restando che non saranno solo le attività produttive che dobbiamo guardare in prospettiva per Taranto, dobbiamo guardare al turismo, alla cultura, all’information technology e ai servizi”.

Affari Alert

Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.

0,99€ fino al 31 Dicembre 2026

Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno