A Bari il governo prova a costruire una traiettoria per l’export del Mezzogiorno. Tajani porta nel capoluogo pugliese il Sistema Italia e oltre 500 incontri con le aziende, mentre le vendite italiane all’estero hanno toccato il record di 643 miliardi nel 2025.
Cdp, Ice, Simest e Sace con i diplomatici per affiancare le aziende sui mercati internazionali
Bari diventa la tappa meridionale della strategia italiana sull’export. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani porta nel capoluogo pugliese diplomatici e funzionari di Cdp, Ice, Simest e Sace per incontrare le imprese e accompagnarle nella ricerca di nuovi sbocchi sui mercati internazionali.
Tajani spiega così l’iniziativa: “Il Sistema Italia incontra le aziende: a Bari i nostri diplomatici e i funzionari di Cdp, Ice, Simest e Sace avranno oltre 500 appuntamenti programmati con le imprese per accompagnarle sui mercati internazionali. Lo scopo è offrire tutti gli strumenti per individuare i mercati giusti a chi lavora per esportare”.
Il ministro lega il piano al peso delle vendite all’estero sull’economia italiana. L’export vale circa il 40% del Pil e nel 2025 ha raggiunto il record di 643 miliardi di euro, con una crescita del 3,3% nonostante l’incertezza internazionale. L’obiettivo indicato dal governo resta quota 700 miliardi.
“L’export del nostro Paese vale circa il 40% del Pil – aggiunge – è la colonna portante della nostra economia, il sostegno necessario allo sviluppo economico del Paese. Se in Italia il mondo del lavoro è dinamico e l’occupazione cresce, in buona parte è dovuto a quello che esportiamo nel mondo. Nel 2025, nonostante l’incertezza, il nostro export è cresciuto del 3,3%, raggiungendo la cifra record di 643 miliardi. Si avvicina sempre di più l’obiettivo di superare i 700 miliardi”.
La tappa di Bari anticipa la Conferenza Nazionale dell’export di fine anno. Tajani ha scelto tre appuntamenti territoriali dedicati a Nord, Sud e Centro Italia, con l’obiettivo di costruire una strategia più aderente alle diverse economie locali.
“Quest’anno – prosegue Tajani – ho voluto che la Conferenza Nazionale dell’export di fine anno fosse preceduta da tre appuntamenti dedicati al Nord, al Sud e al Centro Italia. Siamo a Bari con tutto il Sistema Italia per ascoltare i territori e le nostre imprese, costruendo una strategia per l’export che tenga conto delle specificità del Mezzogiorno. Le regioni del Sud hanno tutto per competere a livello internazionale: base produttiva, giovani di talento, incentivi finanziari, startup innovative, e i suoi prodotti sono una riconosciuta eccellenza del Made in Italy”.
Il ministro rivendica gli incrementi registrati dall’export del Mezzogiorno negli ultimi mesi e indica anche le condizioni necessarie per rendere le imprese più competitive. Per Tajani la crescita passa dalla modernizzazione delle infrastrutture, dall’alta velocità ferroviaria al sistema degli aeroporti e dei porti meridionali.
“Negli ultimi mesi le regioni del Mezzogiorno hanno registrato alcuni incrementi nell’export anche maggiori rispetto ad altre aree del Paese. La capacità dei vostri imprenditori fa la differenza. Il governo dovrà affrontare delle sfide decisive: penso all’alta velocità ferroviaria per tutto il Sud, ma anche alla modernizzazione del sistema aeroportuale e a quello dei porti meridionali. Il compito dello Stato – conclude Tajani – è quello di modernizzare le strutture del Sud e offrire ai suoi imprenditori la possibilità di produrre ed esportare in maniera competitiva”.

