Stefano Fassina, esponente di spicco della minoranza Pd, torna a criticare il premier. E lo fa su due fronti: le banche popolari (“presenterò un emendamento per reintrodurre il voto capitario”) e sulla Grecia difendendo Tsipras dopo che Renzi si era schierato con la Bce.
“Penso che il decreto sia stato uno strumento sbagliato, non si interviene sullo Statuto di un soggetto privato in maniera cosi’ aggressiva, questa urgenza non c’era. La governance delle Popolari va riformata per eliminare le cause che generano rendite di posizione”. Lo ha osservato Stefano Fassina (Pd) a margine di un convegno sull’Unione bancaria, annunciando che presentera’ “un emendamento per reintrodurre il voto capitario”.
“A me pare che ci sia una sottovalutazione degli effetti dell’intervento della Bce, che in un momento così delicato rischia di non aiutare”. Così Stefano Fassina, a margine di un convegno sull’unione bancaria, commenta la situazione di Atene ricordando che “i problemi della Grecia sono in forma drammaticamente più acuta i problemi di tutta l’eurozona”. “Non facciamo un favore al governo Tsipras se li affrontiamo. Una conferenza sul debito e un’effettiva politica di sostegno alla domanda e non le virtualità del piano Juncker -precisa Fassina- sono le condizioni necessarie per la crescita della Grecia che sta promuovendo richieste assolutamente ragionevoli”. “Il programma della troika porta la Grecia al default: chi si preoccupa della restituzione del debito dovrebbe soprattutto preoccuparsi di cambiare un programma che non funziona” conclude Fassina.
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