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Politica
Formigoni approva Renzi e bacchetta il governatore Maroni

È un Formigoni battagliero quello che si presenta ai microfoni di Polifemo, programma condotto da Matti Tarelli e Stefano Indovino su Ai Radio, in onda dal giovedì alla domenica alle 20.

Parla del Governo Renzi, sostenendo che la strada intrapresa è quella corretta, non esclude una sua candidatura per le elezioni europee dichiarando che NCD correrà da sola, critica la gestione della Sanità e delle Infrastruttre della Giunta Maroni e parla del suo processo senza indietreggiare nei confronti del M5S.

E come ciliegina sulla torta conferma la querela per diffamazione nei confronti del comico Maurizio Crozza.

Come valuta le prime settimane di lavoro del Governo Renzi?

Il giudizio è positivo. Al di là delle forme comunicative e su altri atteggiamenti che si possono discutere, sulla sostanza il Governo sta mantenendo gli impegni che ha preso con il NCD. I provvedimenti annunciati ieri sono molto significativi perché vanno a vantaggio sia dei lavoratori che delle imprese: per lavoratori c’è l’abbassamento dell’IRPEF, che porterà al calcolo di 1000 euro in più all’anno in busta paga per chi guadagna meno di 1500 euro; per le imprese ci sarà un abbassamento dell’IRAP, quindi anche loro hanno visto soddisfatta la richiesta di un costo del lavoro inferiore.

In più c’è il piano casa e il piano scuola.

Nel complesso è un pacchetto di provvedimenti significativo che si avvale anche dal lavoro dei Governi precedenti, soprattutto  del Governo Letta, oltre alla discesa dello Spread su livelli accettabili.

La direzione è quella giusta.

Lei ritiene che ci siano le coperture per tutti i provvedimenti?

Il Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan è il garante dei conti.

Guai a lui se pensasse di ingannare gli italiani, ma non penso proprio sia così.

Padoan è una persona seria e sa bene quali sono i suoi compiti e le sue responsabilità.

Nella polemica politica ci sta che qualcuno metta in dubbio le coperture, ma nella realtà dei fatti sia il Governo che la Ragioneria non permetterebbero avventure dall’esito negativo.

NCD è al Governo. De Corato nell’intervista fatta a Polifemo la settimana scorsa ha definito il suo partito  un movimento che al massimo può definirsi di centro.

Non avete paura di appiattirvi su posizioni PD e Renzi?

Il parere di De Corato è “moltissimo pochissimo autorevole” da questo punto di vista.  Noi siamo al Governo del Paese per evitare il baratro.

È un Governo fatto fra il maggior partito del centro sinistra, il PD, e la forza responsabile del centro destra che siamo noi. Ci siamo assunti l’onere di rappresentare i valori del centrodestra per difendere il ceto medio produttivo, fin qui tartassato, dentro l’unico Governo possibile. L’alternativa sarebbero elezioni disastrose che farebbero scattare la speculazione internazionale.

Tra poco si terranno le elezioni Europee. Quali alleanze metterete in campo?

Lei si candiderà insieme agli altri big per “trainare” la lista?

Riguardo mia candidatura non confermo né smentisco. Ci sto e ci stiamo pensando, facendo alcune considerazioni di natura politica. Da sempre alle elezioni europee i partiti hanno candidato nomi grossi perché, purtroppo, le europee non sono molto sentite dai cittadini italiani.

La nostra collocazione è chiara: andremo con le nostre bandiere e nostri simboli. Avremo liste targate NCD, con i nostri programmi che illustreremo nei prossimi giorni.

Non è escluso che al nostro simbolo possano aggregarsi anche degli uomini provenienti da altri partiti.

Lo dobbiamo all’opinione pubblica italiana perché siamo un partito nuovo ed è la prima volta che ci misuriamo con le elezioni. La sera del 25 maggio sapremo quanto vale il NCD. Noi siamo ottimisti, ai critici diciamo che il 25 maggio potranno sfogarsi se riterranno che abbiamo ottenuto meno di quello che avremmo dovuto ottenere. Noi siamo convinti di raggiungere un  buon risultato.

Albertini è entrato nel Nuovo Centro Destra dopo che avevate litigato. Avete fatto pace?

Dal punto di vista personale non c’è mai stato nulla, mai meno di un rapporto ottimo tra me e Gabriele Albertini. Da un punto di vista politico è chiaro che ad un certo punto non abbiamo condiviso la strategia che avevamo pensato insieme: io avevo appoggiato la candidatura di Albertini all’interno di una coalizione di centro destra. Avrei preferito che a succedermi fosse un uomo dell’allora PDL, piuttosto che un leghista.

Ho fatta una battaglia a viso aperto nel mio partito e sono risultato soccombente. D’atra parte anche Renzi la prima battaglia che ha fatto nel PD l’ha persa.

Il mio partito decise di consegnare lo scettro della Lombardia a Maroni e alla Lega. Nonostante questo ho ritenuto di rimanere all’interno di quella formazione politica.

Albertini invece ha preferito uscire dal PDL per aderire a Scelta Civica. Da allora le strade si sono divise, ma i valori in cui crediamo restano comunque analoghi e perciò Albertini ha chiesto e ottenuto di venire in NCD e noi l’abbiamo accolto volentieri, proprio perchè i suoi valori sono i nostri.

A un anno dal voto in Lombardia che voto dà a Maroni?

Per voi rompo il fioretto che avevo fatto un anno fa di non parlare della Regione.

Mi sembra che Maroni si stia muovendo bene su vari scenari.

La Giunta ha bisogno di alcune sistemazioni in alcuni settori che invece non vanno così bene: penso per prima cosa alla sanità, che era diventata, e forse lo è ancora, la punta dell’eccellenza italiana, ma in qualche settore si dimostra non così ben governata come era stato in precedenza.

E colpa dello spoil system fatto nei confronti dei dirigenti che c’erano mentre governava lei?

Non voglio approfondire l’analisi. Purtroppo arrivano segnali di problemi che non sono affrontati o perlomeno non con la necessaria determinazione. Altre criticità arrivano dal comparto delle infrastruttre, per esempio. In generale ci sono problemi che possono essere sistemati. Il mio incitamento è che venga fatto rapidamente.

È sempre dell’idea di querelare Crozza dopo il suo pezzo in cui la impersona nei panni di Jep Gambardella?

Confermo la querela. Crozza ha fatto un comizio di bassa lega, pieno di falsità. Questo merita certamente la querela e la richiesta di danni per diffamazione. Ho già dato incarico ai miei legali di procedere in quella direzione, stanno predisponendo l’atto che deve essere predisposto in modo molto documentato. Quando si ricevono insulti gratuiti non è più satira, ma aggressione politica e poiché è fatta senza la presenza dell’atra parte non va bene.

Se Crozza vuole fare un dibattito con me io sono prontissimo. Scelga lui rete e conduttore.

Parliamo del processo Maugeri e del rinvio a giudizio. Il M5S chiede che lei rinunci all’immunità parlamentare. È fiducioso rispetto al processo e hai fatti che le vengono addebitati?

Il M5S conosce ancora poco le leggi. Si può benissimo andare a processo, come successo in 70 anni di storia politica. L’immunità non costituisce nessun privilegio. Se invece il M5S chiede le mie dimissioni rispondo tranquillamente di no.

Lo ha detto il Min. Boschi, non basta un avviso di Garanzia o un processo in corso per stabilire la colpevolezza di nessuno. Noi siamo garantisti nel senso che seguiamo le regole dello Stato di Diritto.

Dirò agli amici 5 stelle che loro hanno un Capo che è stato condannato per un reato mica da poco, visto che è un omicidio di ben tre persone. Grillo ha sul groppone questa condanna. Io non ho mai ricevuto condanne, da questo punto di vista ho la coscienza a posto, molto più di Grillo e di tanti grillini.

La costruzione del Processo è del tutto fantasiosa

Non è la prima volta, altre volte la Magistratura ha ritenuto di intentare contro di me un processo, ma contro di me ha sempre perso.

La mia innocenza è sempre stata dimostrata, per undici volte in altrettanti processi, la dimostrerò anche la dodicesima, anche se, mi creda, è una seccatura. Preferirei non essere coinvolto in queste cose.

L’esito, ne sono certo, riconoscerà la limpidezza dei miei comportamenti. Mi permetta di ricordare che le delibere che secondo i Pm milanesi sono indice di scorrettezza sono state sanzionate come perfettamente coerenti alla Legge per ben tre volte: dal Tar, dalla Corte dei Conti e dal Consiglio di Stato.

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