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Politica
Su Affari il j'accuse della Sardone: "Fi, dov'è finito il rinnovamento?"

di Silvia Sardone

Doveva "cambiare tutto dopo le regionali", si doveva stabilire la "fase due e mettere le basi per il rilancio" si doveva “procedere al rinnovamento senza più posizioni intoccabili”, si doveva “costruire un nuovo progetto per il dopo urne”, si doveva fare un restyling del movimento con cambiamenti nelle idee e nelle persone, si doveva iniziare il percorso verso una possibile nuova formazione, un possibile Partito Repubblicano.

Appunto si doveva…

Ogni ipotesi di cambiamento, di rilancio, di novità in Forza Italia è stata clamorosamente sepolta. Tutto è rimasto uguale. Tutto deve rimanere uguale.

Prosegue una lunga deriva, una continua perdita di voti, una mancanza di strategia. Si veleggia senza sapere l’approdo e molti dirigenti, pur di conservare le proprie rendite di posizione, continuano a bloccare qualsiasi ipotesi di rinnovamento, sentendosi maggiormente rassicurati da una situazione in cui tutto rimane bloccato. Tanti personaggi che andavano archiviati sono ancora protagonisti.

Forza Italia continua a essere l’unico partito in cui la dirigenza è la stessa da anni, senza offrire prospettive di ricambio, nell’assenza totale di strategie per il futuro.

Periodicamente vengono fuori nostalgie del Nazareno, si assiste alla diversa visione politica tra i capigruppo, si va spesso a ruota della Lega, non c’è mai una linea chiara e rapida sugli eventi politici quotidiani, si continua a essere un movimento non al passo con i tempi, legato solamente a Berlusconi e alle sue mosse.

Nel silenzio generale si aspetta qualcosa, senza ormai più il coraggio di dire che le cose non vanno e andrebbero cambiate subito per non disperdere quel consenso sempre più risicato.

Eppure dopo le regionali che in termini di percentuali non sono state entusiasmanti  (anzi…) tutti si sono affrettati a parlare di buoni risultati, negando la perdita di consensi e l’ormai chiara leadership della Lega nel centrodestra e nella discussione politica.

Il partito continua a essere assente dal territorio se non per qualche convegno ogni tanto. Territorio e piazze sono spesso parole sconosciute e i gazebo sono un’eccezione e non un’ovvia costante.

Tanti amministratori, nel tempo, hanno auspicato un cambio di passo. Rinnovamento, luoghi di discussione, il ritorno fiero nelle piazze, un cambiamento nelle persone, una capacità di tornare a essere promotori di nuovi contenuti.

Ma le voci si riducono, ormai in molti sono stanchi di aspettare qualcosa che forse non ci sarà mai. Manca la credibilità e la capacità di ripartire, ammettendo gli errori fatti negli ultimi anni.

Ci vorrebbe proprio quello che era stato promesso, il rilancio dopo le regionali e una possibilità di dare un futuro a Forza Italia. Una speranza contro la lunga agonia. Ma subito e reale… questa volta.

Per questo, ora più che mai, rilancio l'appello ai tanti giovani e bravi amministratori sul territorio che ogni giorno si impegnano a portare avanti piccole e grandi battaglie e che hanno la passione, l'entusiasmo, le idee per dare un futuro, di nuovo importante, a questo partito. Nel silenzio e nell'anonimato tengono in piedi il movimento, stando accanto ai cittadini Le resistenze sono enormi ma è nostro compito combattere il blocco al cambiamento che danneggia tutti. Dobbiamo crederci, Forza Italia merita il rinnovamento che tanti nostri elettori auspicano.

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