Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
“Hai proprio rotto il cazzo“. “No, il cazzo lo hai rotto tu“. Sono davvero volati gli stracci nella riunione dei gruppi parlamentari di Forza Italia che si è tenuta alla Camera giovedì 3 luglio. Insulti e parolacce in particolare tra i due capigruppo, quello a Montecitorio Renato Brunetta e quello a Palazzo Madama Paolo Romani. Silvio Berlusconi ha cercato di mediare, ha chiesto calma e serenità. Ma le urla sono continuate per tutto il tempo.
Il nodo principale è quello del rapporto con il premier sulle riforme. L’ex Cav ha detto che deve rifletterci e che deciderà la prossima settimana, proprio perché il partito è lacerato. Denis Verdini ha fatto un intervento che ha infastidito tutti. Lui è il padre dell’intesa con il Pd e – raccontano – avrebbe praticamente affermato che gli altri azzurri non capiscono niente. Urla, insulti, parole grosse e Verdini se ne va sbattendo la porta.
Poi ci sono i moderati che vogliono il dialogo con il premier ma che non stanno con Verdini, guidati da Romani e a cui Berlusconi dà molto ascolto. Il presidente dei senatori ha trovato la ‘quadra’ con il ministro Boschi e non vuole che i colleghi distruggano tutto. Il problema è che il gruppo di Augusto Minzolini è cresciuto di giorno in giorno: elezione diretta dei senatori è il loro leit motiv, in realtà l’obiettivo è rompere il patto del Nazareno e andare alle elezioni in autunno o in primavera. Con il giornalista anche Brunetta (basta leggere Il Mattinale) sempre più falco e sempre più convinto che nessuna trattativa vada fatta con il segretario democratico. Quindi alleanza con Minzolini per far fallire il dialogo sulle riforme.
E non finisce qui. Raffaele Fitto, già in lotta con l’ex premier sulla questione delle primarie e del ricambio ai vertici, anche lui si è schierato con Minzolini e Brunetta, aumentando ulteriormente la confusione tra gli azzurri. Attenzione, però, perché Mara Carfagna, vicinissima all’ex Governatore della Regione Puglia, è rimasta zitta nella riunione del gruppo marcando di fatto una certa distanza da Fitto. A parte e ormai fuori dai giochi la pitonessa, Daniela Santanchè.
In questo scenario già complicato e di lotte intestine, Berlusconi starebbe accarezzando l’idea dello strappo europeo. Dopo aver fatto la campagna elettorale contro la Germania e la Merkel non vuole stare in un gruppo, quello del Ppe a Strasburgo, dominato e guidato da un tedesco della Cdu (il partito della ‘cattiva’ Cancelliera). Il problema è che manca l’alternativa. Che fa Forza Italia? Da sola perde soldi e diritto di parola in Aula. Con Farage impossibile perché c’è Grillo. I liberali non vogliono l’ex Cavaliere e quindi resta solo il gruppo di Marine Le Pen dove c’è la Lega di Matteo Salvini. Se lo scontro con la Germania dovesse continuare e soprattutto le posizione del Ppe fossero di fatto quelle del rigore e dell’austerità dei cristiano-democratici tedeschi, Berlusconi potrebbe decidere lo strappo: abbandonare i Popolari per chiedere di entrare nel gruppo delle destre. Salvini ne sarebbe felicissimo.
