Sei qui per portare il tuo punto di vista su un tema che ti sta particolarmente a cuore, quello dei diritti.
Intanto grazie per questo invito meraviglioso, per questa Piazza meravigliosa, che ho già incontrato anni fa durante campagne elettorali straordinarie. Sì, dico la mia. L’ho sempre fatto da quando ho iniziato la battaglia per i diritti civili. Ma in questo periodo, in particolare, la sinistra ancora una volta ci serve l’ipocrisia che solo loro sanno confezionare. Addirittura, dopo averlo sostenuto e ideato soprattutto negli Stati Uniti, oggi il woke è quasi il nuovo nemico della sinistra, perché si sono resi conto che ovviamente è stato il peggior nemico dei diritti civili. Sono qui a ribadire questo e a ricordare che tante persone che hanno sposato la battaglia dei diritti civili lo dicevano anche in tempi non sospetti, forse un po’ prima del signor Conte. Nel frattempo, quando lo dicevano, venivano derise e offese, definite fasciste. Invece semplicemente volevamo una ricetta diversa per i diritti civili e per i diritti di tutti, lontana dall’illogicità e dalle ideologie.
Tanti diritti, ma di pari passo con la libertà. Non a caso ti cito queste due parole e questo legame: perché lo senti così tuo?
Perché fa parte della mia vita. Essere liberale fa parte, ancestralmente, del mio essere e mi lega ancora a una persona molto importante della mia vita, che è Silvio Berlusconi. La libertà me l’ha insegnata, oltre ad avermela fatta coltivare. E soprattutto il tema dei diritti civili lo vivo quotidianamente, come donna, come bisessuale, come persona libera. Ogni volta che sento parlare certa parte politica, soprattutto le sinistre progressiste, vedo che questo tema viene mortificato. Purtroppo oggi siamo in una condizione nella quale ci dobbiamo dividere tra le follie della sinistra radicale e il vannaccismo. Quindi, ancora una volta, Silvio Berlusconi aveva ragione: il centrodestra esiste, è questo di Governo e guai a dividersi.
Secondo te Silvio Berlusconi cosa avrebbe pensato del programma di Vannacci?
Avrebbe fatto una grossa risata, si sarebbe messo le mani nei capelli e sicuramente avrebbe preso tutto quello che sta facendo Vannacci in modo ilare. Non lo avrebbe preso sul serio, perché non si può prendere sul serio. A parte il suo curriculum legato all’Esercito, non penso che Vannacci possa meritare credibilità per quello che sta facendo. Non soltanto per le esternazioni del suo programma incompleto: guardiamo l’economia, la sanità, la sicurezza. Ma soprattutto perché è un movimento politico che si spaccia per essere la destra vera e che quotidianamente attacca la destra vera nelle aule opportune, come Senato e Camera. Quindi è contro la destra di Governo. Non è un uomo di destra, è l’ennesimo opportunista populista.
Francesca, una domanda un po’ particolare. Ci avviciniamo al prossimo anno e sappiamo che c’è una scadenza che incombe: tu tra i banchi del Parlamento ti ci vedi?
No, tra i banchi del Parlamento no, perché ci sono persone che meritano di più. Però tra i banchi di Forza Italia sì. Proprio cercavo con lo sguardo di beccare il segretario Tajani per fargli una preghiera: meno burocrazia in Forza Italia e più politica. Non si può trincerare negli statuti inventati a caso per la paura. Forza Italia deve aprirsi alle nuove forze che vogliono arricchirla e far ritornare grande Forza Italia. Ce ne sono tante. Non solo io. In questa Piazza siamo quasi tutti volenterosi e speranzosi di ritornare in una Forza Italia liberale e non chiusa come quella che purtroppo si è creata con Tajani.
Effettivamente Forza Italia è sempre stata strettamente legata a Silvio Berlusconi.
Forza Italia uguale Silvio Berlusconi. Esattamente come le cose che nascono dalla pancia di una mamma: Silvio Berlusconi ha creato Forza Italia. Ha dato modo ai liberali di esistere, di vincere e di governare in questo Paese. Questo non possiamo dimenticarlo. Certo, la sua aura è irripetibile, ma lui ci ha anche lasciato in eredità il coraggio, la resistenza libera e soprattutto il crederci sempre e il non mollare mai.
Un’ultima domanda, poi ti lascio alla Piazza. Sei qui con noi: se dovessi definire questa Piazza con una parola?
Libertà e verità.


