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Franceschini, Di Maio, Giorgetti. E’ nato il tridente politico di Draghi

Un consiglio di gabinetto (di fatto) con un canale diretto e privilegiato con Palazzo Chigi

Franceschini, Di Maio, Giorgetti. E’ nato il tridente politico di Draghi
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Dario Franceschini, Luigi Di Maio, Giancarlo Giorgetti. Ovvero il tridente politico che sta emergendo dopo i primi giorni di vita dell’esecutivo di “alto profilo” guidato da Mario Draghi. I ministri della Cultura, degli Esteri e dello Sviluppo economico hanno in comune prima…

Dario Franceschini, Luigi Di Maio, Giancarlo Giorgetti. Ovvero il tridente politico che sta emergendo dopo i primi giorni di vita dell’esecutivo di “alto profilo” guidato da Mario Draghi. I ministri della Cultura, degli Esteri e dello Sviluppo economico hanno in comune prima di tutto una comunicazione di profilo basso con i media, come chiesto dal premier, che cela il loro ruolo un gradino sopra quello degli altri politici all’interno del nuovo esecutivo.

Il tridente, spiegano fonti di maggioranza, sta emergendo come una sorta di gotha politico che ha un canale privilegiato con Palazzo Chigi. Una sorta di filo diretto con il presidente del Consiglio, sia sulle scelte relative ai loro ministeri sia per quanto riguarda la strategia politica sui principali provvedimenti che verranno presi nelle prossime settimane.

Franceschini era il capodelegazione del Pd anche con il Conte II e rappresenta l’anima Dem che cerca sempre il confronto e il dialogo, che smussa i toni e lavora per la sintesi politica, in stretto contatto con il segretario Nicola Zingaretti. Di Maio, riconfermato alla Farnesina, è l’uomo di peso del Movimento 5 Stelle, rappresenta la garanzia dei pentastellati europeisti e affidabili proprio in queste ore di tormenti per i grillini con i senatori che hanno votato no alla fiducia espulsi da Crimi (magicamente ancora reggente nonostante l’ok della base al direttoria a cinque). Giorgetti, l’unico ministro che si rivolge con il tu e non con il lei a Draghi, è l’artefice della svolta europeista e moderata della Lega, molto stimato anche dalle parti del Quirinale.

Assenti dal tridente del governo Forza Italia e i renziani, considerando anche il loro esiguo peso elettorale nei sondaggi. Quanto sta accadendo è l’antipasto di quello che vedremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Di fatto, potrebbe nascere un consiglio di gabinetto (di fatto) formato proprio da Franceschini, Di Maio e Giorgetti, molto influente nelle scelte dell’esecutivo e del presidente del Consiglio. I rapporti personali tra i tre ministri sono ottimi. Franceschini conosce Giorgetti da moltissimi e anni la stima è reciproca, con Di Maio i rapporti sono diventati forti con il Conte II mentre tra il titolare degli Esteri e il numero due della Lega il rapporto è sempre stato solido nonostante lo strappo del Papeete.