
La fumata nera con cui si è concluso il vertice tra i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e Pier Luigi Bersani certifica la definitiva morte di un sogno: quello dell’accordo tra Pd e grillini su cui il leader del Pd aveva puntato tutte le sue fiches. Arrivati a questo punto l’alternativa è chiedere il soccorso verde, rappresentato dai voti della Lega in Senato, oltre a quello bianco dei montiani, per dare vita a un governo che rischia seriamente di morire già nella culla. Nel Pd intanto, dopo la frettolosa direzione di lunedì sera, per ora in pochi si discostano ufficialmente dalla linea del segretario tesa ad escludere il governissimo col Pdl. Ma a Largo del Nazareno, come confida ad Affaritaliani.it una fonte interna al partito, s’ingrossano le fila del partito dell’accordo col Cavaliere. Anche perché le elezioni sono da molti considerate un terno al lotto se non un suicidio e potrebbero non modificare l’attuale situazione di stallo o riproporla in una versione ancora più ingarbugliata.
In ogni caso il muro contro muro coi grillini rischia di far emergere presto il fiume carsico del dissenso che erode silenziosamente la leadership di Bersani. Walter Veltroni, anche se fuori dal Parlamento ma molto ascoltato al suo interno, sarebbe favorevole al cosiddetto governo del presidente così come Matteo Renzi e i suoi seguaci. Per non parlare dell’ex presidente della Camera Luciano Violante che fin dall’inizio ha invitato il Pd al dialogo col Pdl così come ha fatto l’ex ministro Paolo Gentiloni. Mentre i centristi Enrico Letta, Dario Franceschini e Beppe Fioroni, tutti e tre contrari al ritorno alle urne, sarebbero in contatto con i pari grado del Pdl per trovare un nome, non sgradito a entrambi, sulla presidenza della Repubblica.
Certo è che nel Partito democratico si accresce il timore che la base non capisca un’eventuale alleanza col Pdl. Secondo un sondaggio dell’Istituto Demopolis, il 71% degli italiani si dichiara contrario al governo di larghe intese. In base all’analisi appena il 15% di chi ha votato il Pd è d’accordo con questa ipotesi. Nel Centrodestra l’intesa col Pd fa più proseliti, d’accordo il 37%, ma non sfonda. In definitiva le larghe intese potrebbero rivelarsi un boomerang esiziale alle prossime elezioni.
Daniele Riosa (@DanieleRiosa)
